… guardando verso l’alto

Qohelet è il libro della fragilità umana e per questo motivo viene letto a Sukkoth, la festa delle Capanne. Proprio quando l’uomo ha già superato i giorni terribili, lo Yom Kippur, il giorno dell’Espiazione, potrebbe insuperbirsi del suo stato di gioia e benessere materiale nella festa del raccolto, la tradizione ebraica chiede allora di costruire una fragile capanna.

Bisogna accogliere la sfida di uscire dalla casa delle proprie certezze, dalle quattro mura apparentamente sicure, da una dimensione di chiusura mentale e culturale. Bisogna guardare con fiducia al futuro all’ombra di una fragile capanna da cui vedere le stelle del cielo, per leggere Qohelet guardando verso l’alto.   (Umberto Piperno, rabbino)

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7 thoughts on “… guardando verso l’alto

  1. E’ molto bello questo post, e anche molto attuale.
    Superare i ristretti confini dei propri pregiudizi e aprirsi all’altro, al “diverso”, è la nuova frontiera dell’umanità.

  2. Sì, speriamo, Marinz! Altrimenti, con queste continue migrazioni, si andrà incontro a episodi di intolleranza che potrebbero sfociare in qualcosa di molto pericoloso

  3. se guardo il cielo e le stelle che tu hai fissate allora mi chiedo che cosa è l’uomo perchè te ne ricordi e il figlio dell’uomo perchè te ne curi?…
    dal salmo 8…la grandiosità della creazione e la dignità profonda dell’uomo che si scopre quasi simile agli angeli pur nella sua piccolezza sotto uno splendido cielo stellato
    :-)

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