Pietà Rondanini

Nel precedente post ho parlato della visita alla Pietà Rondanini. Vado ad approfondire questa visita perchè mi è piaciuta molto e mi ha colpito particolarmente, oltre che rispondere ad una richiesta di una lettrice del blog :)

Pietà Rondanini


La Pietà Rondanini è l’ultima opera di Michelangelo a cui ha lavorato fino al giorno della sua morte. Questa opera era stata iniziata tempo prima, poi lasciata da parte e ripresa nell’ultimo periodo di vita del maestro.
Faccio una premessa per descrivere sommariamente l’opera incompiuta perchè le uniche parte lisce e compiute sono le cambe e un braccio distaccato dal tronco principale del marmo e del corpo di Gesù, mentre il busto, il viso e il viso di Maria sono ancora grezzi. Molte opere di Michelangelo sono incompiute "apposta", cioè lasciate da lui stesso incomplete per creare maggiore intensità alla visione dell’opera, quasi lasciando all’osservatore di immaginarsi la statua completa.
Ma torniamo alla Pietà Rondanini che all’inizio doveva essere una "pietà" canonica, cioè come la Pietà Vaticana in San Pietro, con un Cristo morto disteso in braccio alla Madre. Questo si deduce dal braccio distaccato dal corpo e da un particolare sulla testa di Maria, che sembrerebbe un occhio che guarda verso l’alto. Di fatto però poi la prospettiva cambia e la figura non è più distesa ma sorretta dalle bracce della Madre come se tornasse verso il ventre di lei o come se Maria soreggesse quel corpo inanimato prendendosi carico di ogni uomo che il Figlio morendo aveva salvato. Quindi chiudendo un cerchio cielo/terra come è descritto nelle sacre scritture. E’ difficile descrivere questo passaggio e queste sensazioni senza essere a contatto con l’opera, perchè anche nelle immaggini è difficile vedere i particolare e sentire le sensazioni lasciate dal marmo vero e visibile nella luce soffusa dove è posta la statua.

Qui potete trovare la descrizione dell’opera su Wikipedia

Ci sono molte cose che non sono ancora state "svelate" e che si possono solo dedurre da studi fatti da esperti o da sensazioni lasciate dalla statua, lasciando un misterioso alone all’osservatore che rimane estasiato davanti a questa opera.

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10 thoughts on “Pietà Rondanini

  1. Hai molti interessi e ora scopro anche l’arte sia tra i tuoi. Non conoscevo quest’opera di Michelangelo. Sei bravo a farne una descrizione simile ad una guida in un museo. Complimenti!

  2. @Giuly grazie… un po’ è quello che ho sentito dalla guida un po’ ho descritto l’emozione che ho provato :)
    Se passi da Milano e ti interessa l’arte prova ad andarla a vedere … è davvero particolare

  3. non sapevo esistesse quest’opera… peccato sia incompiuta…

    credo che sarebbe stata bellissima!
    Non me ne intendo molto d’arte… ma per godere delle cose belle non bisogna per forza essere degli esperti!

    un saluto

  4. Ne avevo un’idea molto vaga, ma tu ne hai fatto una presentazione dettagliata ed approfondita, per cui diventa facile ammirare la bravura di Michelangelo.
    Mi ha colpito leggere che di proposito lasciava incompiute alcune opere, che – in effetti – hanno così un maggiore impatto emotivo – e assumono pure una straordinaria modernità!

  5. In questa Pietà vedo un Michelangelo più umano, più fragile, che non si nasconde dietro la maestosità di figure plastiche. Bellissima!

    Ps: non so se parteciperò al concorso, però se vuoi vedere qualche altro mio scatto ecco:
    http://www.flickr.com/photos/fsara/

    Ciao!! ;-))
    Sara (al momento non ricordo la pass per fare login!)

  6. @Sara le foto sono bellissime e ti consiglio di partecipare al concorso :)
    Circa l’umanità di Michelangelo devo dire che hai ragione… se guardiamo le prime sculture, la Pietà Vaticana è stata scolpita a 23 anni, e poi passiamo attraverso le altre, leggendo anche i sonetti che ha scritto, si capisce la sua trasformazione che lo ha portato, credo, verso una crisi mistica fino all’evoluzione contemplata in questa Pietà Rondanini

  7. eppure il dolore della madre anche se non levigato nel marmo, sembra ancora più assurdo nell’imprecisione della pietra, e ancora più “doloroso” della morte stessa che lei regge a fatica tra le braccia…

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