Dornelas & Roma

Eccomi tornato dopo due settimane, anzi qualcosa meno, di ferie in cui sono stato prima in Spagna, circa una settimane, e poi qualche giorno a Roma.

In Spagna ero ospite di un mio amico, Andrea, che ha comprato casa a pochi km, circa una trentina, da Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata, quella che parte da Siviglia, ed è andato ad abitarci da aprile. Cosa ho fatto in quel luogo? Beh semplicemente sono tornato indietro nel tempo di qualche anno quando per scaldarci e per cucinare si usava la legna da mettere nella stufa, legna tagliata nelle prime tre giornate in cui ero li. Oltre questo ho dato una mano a sistemare la "sua casetta" lasciandomi alle spalle tutta la tecnologia a cui ero abituato se non le rare occasioni in cui ci si spostava in città o si ascoltava la radio o un cd.

E’ stato bello riscoprire come ci si può "rilassare" facendo fatica e vivendo senza quelle comodità di cui, a volte, sembra che non ne possiamo fare a meno. Se penso poi ad Andrea che ha deciso di cambiare totalmente vita, mettendosi in gioco, cosa che aveva già fatto diverse volte ma mai in maniera definitiva, viaggiando in lungo e in largo il medio oriente o le nazioni subasiatiche, accompagnato dalla sua ragazza mi fermo a riflettere a quante volte ci perdiamo la bellezza della vita per rimanere radicati nel proprio quotidiano.

E’ un pensiero ricorrente che ho quando devo partire per un viaggio e quando devo decidere su alcuni momenti della mia vita. A volte mi lascio trasportare dal pensiero se è effettivamente quello che voglio, se è stata fatta la scelta giusta, perchè è così difficile lasciare le proprie origini ma poi mi convinco e lo faccio rimanendo sempre contento della decisione presa: è successo a maggio per il campo sul Gran Sasso e ora per la Spagna dove ho vissuto due grandi esperienze per le persone incontrate. Come non potrò mai dimenticare tutti gli amici di Roseto così non potrò dimenticare Andrea e Cristina e alcuni pellegrini incontrati, in modo particolare il fiammingo che era partito da Valenzia 30 giorni prima facendo 1250 km per arrivare a Santiago, che si è fermato un’oretta a fare quattro chiacchiere con noi condividendo un bicchiere di vino, del grana e un caffè.

E così ho deciso che mi metterò in cammino anche io prima o poi!
Dopo la Spagna sono andato a trovare mio cugino e la sua famiglia a Roma: da Santiago a Roma due città piene di significato! Sono stati 4 giorni fantastici in cui ho visitato San Paolo fuori le Mura, essendo l’anno paolino, San Pietro e le tombe dei papi oltre che i Musei Vaticani che, tutte le volte che ero stato a Roma, non ero mai riuscito a visitare. Oltre questo è stato bellissimo passare tempo con la famiglia di Simone, mio cugino, e Francesca, in particolar modo con i loro tre figli, di cui uno sono padrino di battesimo, con cui ho passato diversi momenti come la mattinata a Fregene (o Freggene come dicono loro) e incontrare due amici particolari: una rosetana "gran studiosa", Carla, con cui è davvero un piacere parlare e con il suo collega che avevo conosciuto solo tramite pc (a volte la tecnologia aiuta a conoscere persone "interessanti") Raf – Madgrin di cui vi segnalo il sito

Nel contempo sono riuscito anche a iniziare e finire un libro: la solitudine dei numeri primi. Bellissimo libro scritto da un giovane scrittore laureato in fisica che trasmette questa passione in alcune descrizioni davvero azzeccate all’interno del libro. L’evolversi del libro inoltre portava ad andare avanti per capire come si sarebbero evolute le situazioni… non scrivo altro altrimenti rovinerei il libro a chi vorrà leggerlo.

Finisco con un verso di Francesco Guccini:
Oltre le mura
della città
un orizzonte insegue un orizzonte;
a un’autostrada, un’altra seguirà,
gli spazi sono fatti per andare;
la tua libertà,
se vuoi, la puoi trovare.

Quando sistemerò poi le foto pubblicherò dei post commentandole.
Un sorriso  a tutti :)

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20 thoughts on “Dornelas & Roma

  1. Bello ritrovarti e leggerti. Esperienza che mi pare ti stia facendo riflettere sul futuro che verrà. La scelta di vivere lontana da un certo tipo di vita l’ho fatta anch’io e quindi posso dire con convinzione, che ne vale la paena. Aspetto il servizio fotografico:-)

  2. Grazie per avermi annoverato tra le persone interessanti, Marinz! :D

    Spesso nn mi annoverano neanche tra le “persone”! :D

    E’ stato un piacere vederti anche per me! ;)

  3. Belle vacanze, Marinz, che ti hanno permesso di staccare la spina dalla routine, dagli orari, dalle regole troppo costrittive.
    Vivere a contatto con la natura corrisponde di più ai nostri ritmi vitali e ci spinge ad andare, andare avanti…
    E poi Roma, la “maggica” Roma :)

  4. Uella, mi ero persta che avevi questo blog! Ero rimasta a quello su msg! :)

    Non è semplice prender ein mano la propria vita e farne qualcosa. Ci si trova di fronte come ad un blocco di creta da modellare.

    Non avere paura ;)

    OrsaLè

  5. @giuliana vale sempre la pena di mettersi in gioco… presto metterò le foto online

    @madgrin beh ho dovuto pensarci un po’ se mettere persone, individuo o entità interessante :)

    @happy si cerca sempre di guardare avanti… l’importante è riuscire ad andare oltre che ha guardare

    @OrsaLè non ho paura di buttarmi nelle esperienze … ma a volte rifletto troppo sul perché farlo ma poi le faccio :)

  6. allora bentornato!!! :-)
    si vede e si sente che sei bello carico…
    a questo devono servire le ferie :-)

    un abbraccione e grazie per le tue parole.
    G.

  7. Ciao Marinz.
    Comprendo molto bene ciò che hai raccontato, il tuo stato d’animo. Tornare indietro nel tempo è un’esperienza che restituisce il piacere per le piccole cose. Amavo andare dai miei nonni perchè la vita era diversa. C’era la stufa a legna, ci si lavava nel catino di metallo. Si metteva lo scaldino nel letto. Ero una bimba ma credimi, ricordo tutto perfino gli odori. Prima o poi ne faro’ un post. La fatica fisica è una grande medicina… E poi di solito all’aria aperta ci si rigenera, si trova l’armonia, l’anima e il corpo fanno pace. E la sera si va a letto stanchi ma solo nel fisico. Ti comprendo… E non sai quanto è bello leggere che ci sono ancora persone che amano queste cose. Grazie. Un abbraccio

  8. @Celeste anche io ricordo quei momenti dai nonni e ogni tanto rivedo, purtroppo i nonni non ci sono più, quegli utensili messi in soffitta, o granaio come si chiama da quelle parti. Rimembro l’odore di quell’era passata, rivivo mentalmente il calore dello scaldino nel letto … e ogni tanto, soprattutto d’inverno, quando mi capita un viaggio in quella casa, cucino sulla stufa a legna e riscaldo la casa e l’acqua solo a legna che lascia un odore piacevole che si espande in tutta la casa…

  9. Bè.. hai ancora il luogo dove andare.. Io nonho piu’ i nonni e nemmeno la casa… Sai, non sono mai piu’ passata in quella corte, una casa di ringhiera molto graziosa… Non sono mai piu’ stata capace di tornarci… Troppi ricordi… Poi comunque nella casa non potrei entrare… E poi non sarebbe piu’ la stessa… Ha subito ristrutturaizoni, cambiamenti… chissà chi ci abita adesso.. No.. decisamente non ritroverei piu’ nulla di quel tempo… Da bambina mi nascondevo sotto il tavolo per giocare e ricordo i disegni delle mattonelle… e non ci saranno piu’… Ricordo i segreti degli angoli piu’ nascosti, il cigolio della porta… Nulla è piu’ uguale… Un abbraccione

  10. Allora ci andrai un’altra volta. Tempo fa sono andata a Lourdes con una gita organizzata, ma mi è sembrata troppo, come dire?, “commercializzata”.

  11. @happy si molte cose stanno diventando commerciali… l’ultima che ho sentito: vado in Africa in missione perchè va di moda farlo :(

  12. quindi dopo la spagna sei venuto a godere di uno sprazzo di ottobrata romana! quest’anno sembra proprio che l’estate non voglia andarsene mai, speriamo che non cambi idea all’improvviso :-)

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