Un’ora al buio

Sulla Repubblica e in collaborazione con il WWF è nata un’iniziativa per scrivere un racconto, da inviargli, dal tema "un’ora al buio"… e mi è venuta l’idea del seguente racconto.

Nel 2009 ormai la società dei Druidi era data per estinta anche se qualcuno ero sopravvissuto, nei secoli, adattandosi, di epoca in epoca, alle diverse civilizzazioni. E nel quotidiano, di questa civiltà, aveva intuito che, forse per paura del buio, l’uomo non poteva fare a meno della luce. Ma un grande evento stava per compiersi perché la sera del 28 marzo, il giorno in cui si festeggia anche il nuovo anno druidico, tutta la terra sarebbe stata lasciata al buio, nell’ambito della campagna sul clima dando la possibilità a molti di scoprire l’essenzialità, ormai dispersa, dell’umanità. La questione delicata per Earyn, uno di questi antichi sacerdoti, era di capire che cosa si poteva fare in quell’ora, unica e semplice ora, che chissà quando si sarebbe ripetuta, soprattutto perché anche la Luna, nuova dal 25 del mese, sarebbe stata ancora parzialmente nascosta dai raggi solari lasciando la volta celeste completamente illuminata solo dalle stelle… e come una stella che si accende, un’idea illuminò la mente del druido: "La prima cosa che farò sarà di andare in una radura lontano dalla civiltà, dalle luci delle macchine e dalle luci artificiali che non verranno spente." In questo modo, pensò, che avrebbe potuto rivedere le stelle come le vedeva secoli prima, seguire il cammino delle costellazioni per alcuni attimi e poter, nel silenzio, rievocare quando da bambino saliva sugli alberi per guardare la volta celeste punteggiata da milioni di pallini luminosi bianchi senza sapere che cosa erano e rappresentavano, attratto forse da quello che sarebbe stata la sua vocazione nella vita: lo studio dei movimenti dei corpi celesti. Questo pensiero avrebbe voluto condividerlo con la persona che amava e con cui viveva questa “vita segreta”; inoltre, quella sera, ci sarebbero state le condizioni ideali per procreare un nuovo eletto della stirpe a cui lasciare in eredità gli antichi poteri. Questo pensiero lo lasciò viaggiare con la mente e si rese conto che un’ora era davvero poco tempo, ma gli sarebbe bastata per vivere intensamente i due desideri a cui aveva pensato: ricordare la giovinezza guardando il cielo stellato libero dal quotidiano inquinamento luminoso, magari scoprendo qualche nuova cometa portatrice di fortuna e vivere quel momento amando intensamente nel buio della notte, sotto la volta celeste, dando vita ad una nuova vita che avrebbe portato il nome e il ricordo per tutta la vita.

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8 thoughts on “Un’ora al buio

  1. che meraviglia….. ho sognato leggendoti …. e pensato alla mia amata Stromboli… al buio delle sue vie e alla merviglia della volta celeste.
    che tutto sia come desidera il tuo cuore!

  2. Ammirare l’immensità del cielo stellato per riscoprire la nostra intima immensità…
    Bello e riflessivo questo tuo scritto
    :-)
    un abbraccio,
    g.

  3. Dolce Marinz
    Bravo! Bellissima storia che contiene tra l’altro una verità … scientifica … forse…. anche espressa in poesia… e metafora..
    Questa: siamo figli delle Stelle.
    Un bacio di buona domenica…
    A…. domani.

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