La corrente svedese

Normalmente quando ci si mette in viaggio, si pensa a tutto quello che potrebbe servire durante la permanenza fuori dalla proprie mure casalinghe, soprattutto se si va in un paese estero. Si cerca di fare mente locale a tutto quello che possa servire e, statisticamente, ci si dimentica di una cosa essenziale… che quando arrivi sul posto e devi ricaricare qualcosa, perchè la batteria sta raschiando il fondo, ti accorgi di non avere ed esclami: "ma che cavolo di prese hanno qui???"
Ecco, più o meno è successo così e quello che sto per raccontarvi è il proseguimento di questo incipit.
Il nostro povero viaggiatore accortosi del problema della presa di corrente si reca in un centro commerciale per cercare un adattatore, "insomma – pensa – da tutte le parti ci sono gli adattatori figuriamoci se qui non lo si trova" e qui sta il primo errore. Molte volte tutto il mondo non è paese e la Svezia è uno di questi casi, perchè nel reparto elettrico del centro commerciale non si trova l’ombra di nessun adattatore che dalla presa europea ti converta nella presa similschuko svedese.
Cosa si fa allora? Si chiede al commesso il quale prima ci pensa, poi ti propone una presa maschio, per intenderci quello che va poi infilata nella presa a muro, dicendo che si potrebbe tagliare la "vecchia" spina e collegare i cavi a quella nuova. Ora mi domando: "Ma per una settimana uno deve fare tutto questo processo? E poi quando torna in Italia che fa? cambia ancora la presa? E, per finire, mi ha letto in faccia che sono capace di fare questa operazione di taglio e cucito fili?".
Detto ciò uno pensa che cercherà di utilizzare al minimo tutto ciò che va a batteria e non può essere ricaricato, sperando di trovare il componente desiderato magari in un altro negozio, forse più specializzato e fornito di quello del centro commerciale. E’ così che, incrociando un negozio "Expert", entra e spera nella fortuna, ma anche qui si troverà al palo sentendosi di nuovo il consiglio di tagliare il cavo e mettere la presa adatta.
Dopo queste due "mazzate" un povero turista si attacca a tutto, anche a chiedere informazioni al Tourist Office, nella speranza che loro ne abbiamo sentito parlare e possano consigliarti dove andare a comprarlo. E così, nella maestosa gentilezza del personale del TO, ti trovi a scoprire che nessuno ha mai posto il problema e che forse l’unica speranza è chiedere ad un negozio che si trova fuori dal CC. Ti metti alla ricerca e lo trovi, per tua fortuna, appena uscito sulla strada… e preso dall’euforia ti lanci nel negozio ma, un commesso alquanto addormentato, non sa darti consigli e ti informa che è difficile trovare questo adattatore.
Come uno può immaginare, la speranza ormai è al lumicino e la stanchezza alle stelle. Demoralizzato e pensando a come ottimizzare la risorsa residua dell’energia dei tuoi apparecchi ti avvii verso il CC dove hai parcheggiato, prosegui per i corridoi e ti accorgi che c’è un negozio della stessa catena di quello appena visitato, con esposto fuori il catalogo dei prodotti. E così, perchè te lo senti, ne prendi uno e ti accasci sulla prima panchina libera all’incrocio delle 4 trafficatissime vie piene di persone con il loro sacchetto in mano. Ti metti a sfogliarlo e ti accorgi che c’è, pubblicato sul catalogo, un adattatore proprio come lo stai cercando tu… e ti domandi:"Ma come è possibile?" E colto da un fremito energetico, con cui avresti potuto dare corrente al tuo apparecchio, ti ridesti e pensi che potresti fare un ultimo tentativo: Entrare nel negozio e mostrare quel prodotto.
E così fai… e con tuo immenso stupore il commesso ti dice:"Aspetta che guardo se lo trovo"… e dopo neanche un minuto di ricerca ti trovi sul bancone il più agognato adattatore della tua vita.

E così ho potuto ricaricare la batteria del pc e pubblicare qualche post anche quando ero in Svezia, oltre a memorizzare su file un piccolo diario di bordo che avete potuto leggere nei precedenti post.

E questo è tutto… e mi raccomando, mai perdere la testa per una presa femmina!!!

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5 thoughts on “La corrente svedese

  1. Quanto hai ragione, Marinz… sono le cose apparentemente più semplici a creare i problemi apparentemente più insormontabili all’Estero!

    Ps: E – dulcis in fundo – attenzione alle donne, sempre, comunque e dovunque :)

  2. Ci vuole poco alla tua partenza, vero? Ti saluto un po’ in anticipo e ti auguro che il tuo soggiorno si svolga al meglio, come tu desideri. Spero che ogni tanto riuscirai a collegarti, per un aggiornamento o magari anche solo per un salutino.
    Felice estate, Marinz.

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