Samhain – Capodanno Celtico

Lo Samhain è il nome del capodanno celtico che si celebra al tramonto del 31 ottobre. Lo Samhain è anche chiamato Hallowen che è la contrazione della frase inglese “All Hallow’s Eve” cioè veglia di Ognisanti.

In questa notte la tradizione druidica o celtica, i druidi infatti erano i sacerdoti dei Celti, era importante perchè iniziava un nuovo anno e in questa notte secondo la tradizione i defunti tornavano a visitare le loro antiche dimore assieme ai folletti, dato che la porta, che metteva in comunicazione il nostro mondo con quello antico delle fate, si apriva e permetteva agli abitanti dell’altrove di entrare in contatto con gli umani.

Da allora la tradizione ha trasformato questa festività religiosa in una festa consumistica, un po’ come è avvenuto per il Natale nella religione cristiana, dove il costume dell’orrore o del regno dell’oltretomba la fa da padrona.
Anche il cristianesimo a recuperato questa data “pagana” con la festa di Ogni Santi in cui si celebra una festività per ricordare la vita di persone, particolarmente devote, e che possono portare beneficio anche dopo la loro morte, compiendo miracoli, cioè “tornando” con la loro aurea e potenza per incontrare le persone che li invocano.

Per questa tradizionale festa celtica avevo scritto un racconto del mio Druido Earyn nel lontano 2005, nel mio space msn, che incollerò qui sotto dopo aver parlato del Capodanno Celtico a Milano.

Come dicevo sopra ormai tutto è commercializzato però nei tre giorni dello scorso week-end, per il decimo anno consecutivo, ha visto diversi gruppi di rievocazione storica assediare, con tende e con stand, una parte del parco sempione; oltre a questo ci sono stati diversi concerti invitando gruppi scozzesi e irlandesi. Una cosa carina da visitare se capita, cmq un’altra opportunità che da Milano con le numerose iniziative in questo periodo.

Questo invece il racconto e questo il link diretto al mio “spaces” parallelo


Il Druido Earyn si preparava per la giornata più importante della sua vita: quella sera sarebbe diventato gran sacerdote della porta tra i regni.

Fin da piccolo Earyn, di razza elfica, si mosse verso quello che sarebbe stato il suo destino. Intraprese da subito la via della conoscenza druidica leggendo antiche pergamene che gli erano state lasciate dai suoi genitori scomparsi in una notte d’estate. Da allora la natura e le piante non avevano più avuto segreti diventando ben presto uno dei maggiori guaritori della regione. Era di bel aspetto, slanciato come gli elfi, di una pelle verde smeraldo che ai raggi solari sembrava argentarsi, aveva splendide orecchie a punta, con occhi di un verde intenso, il linguaggio era fluente e ricco di terminologie sconosciute o non più usate nel suo villaggio. I suoi abiti era una lunga tunica argentea cinta al fianco da una cintura di pregiata liana, cresciuta nel suo giardino, ornata da una leggera e bella fibia d’oro appartenuta a suo padre e al fianco l’immancabile falcetto d’oro che ogni druido porta.

Adulto aveva deciso di abbandonare il villaggio e partire per unirsi alla setta druidica della foresta Thiedel, sorta nei pressi del santuario di Stonehage. Dopo un lungo viaggio era riuscito a farsi accettare come novizio presso di loro. Le sue grandi doti impressionarono i vecchi e saggi maestri che insegnavano le tecniche e spiegavano come trasmette una cultura millenaria di generazione in generazione, di come la natura fosse l’essenzialità della vita e che una semplice foglia potesse far cambiare il corso della storia regalando vita o morte. Un saggezza che Earyn apprendeva restandone sempre più meravigliato. Saggezza che sentiva nella sua linfa fin dai tempi in cui i suoi genitori decisero, appena nato, di consacrarlo alla madre di tutte le madri. E giorno dopo giorno la crescita spirituale lo portò a diventare, in giovane età, uno dei grandi saggi e giungere, oggi, come successore del vecchio sacerdote di Stonehage che era tornato alla terra.

Il giorno di Samhain era iniziato, un pallido sole era sorto e i primi raggi passavano a fatica la nebbia che ricopriva le punte dei rami e la radura dove sorgeva il santuario. Nebbiolina che leggermente bagnava l’erba e rifletteva il raggio del sole, creando un piccolo arcobaleno sulle pietra del santuario di Stonehage, che compariva maestoso segnando lo scorrere del tempo giorno dopo giorno, ora dopo ora, secondo dopo secondo. Quella sera Earyn sarebbe diventato colui che possiede la saggezza di fermare il tempo, solo per qualche ora, per far aprire le porte del regno dell’aldiquà con il regno dei trapassati. Ma Earyn aveva un sogno segreto, il sogno che ogni figlio vorrebbe avere se avesse perso i genitori in tenera età, il sogno di riabbracciare i proprio genitori e ringraziarli per averlo messo al mondo. E questo sogno si sarebbe ripetuto anno dopo anno e secolo dopo secolo finché anche lui non li avrebbe raggiunti nell’altro regno e avrebbero vissuto felici per tutta l’eternità.

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14 thoughts on “Samhain – Capodanno Celtico

  1. il bello è che, ho letto, si spenderanno più soldi del solito per questa festa (importata e come leggo da te completamente travisata). E la crisi??? P.S. il tuo racconto è molto tenero. E sarebbe bello poter rivedere i nostri cari, anche se solo per qualche minuto, ogni volta che quella "porta" si riapre…

  2. è davvero una bella tradizione, bello sarebbe stato assistervi .. anche se grazie al tuo dettagliato racconto è stato un pò così
    adoro queste storie .. atmosfere magiche.. in cui anche l’impossibile .. sembra divinire reale..
    grazie per il tuo resoconto
    un abbraccio e buon weekend

  3. Molto interessanti le notizie che dai su questi usi e costumi antichi, un po’ storici un po’ mitologici, ma sicuramente ricchi di straordinario fascino.
    Molto dolce il racconto in cui il protagonista è un bel giovane color verde smeraldo!

  4. Ogni tradizione viene stravolta dalla memoria e dalla storia ma ancora d piu dal denaro.

    Sarebbe bello avere anche solo un minuto la chiave che apre la porta che ci seprara dai folletti … 
    I bambini la trovano, sanno dov’è ma ne sono del tutto inconsapevoli.
    Io so che esistono, mi vivono accanto ma sono troppo poco bambina per poterli vedere, però ho radici, muschio, pezzi di corteccia in giro per casa …
    So che comunque non avro’ quella chiave…

    Ma a volte mi sorge quest dubbio: se ci fermassimo SOLO davanti ad una porta? Intendo dire: se ci fosse solo la porta… senza confini, senza perimetro e senza limiti?
    Magari a volte basterebbe spostare la nostra posizione no?

    Poi ci provo.
    Se non dovessi tornare bè… saprete dove potrei essere,

  5. caro marinz, buongiorno! Spero sia uno splendido lunedì (anche se da queste parti è iniziato col sole ma già volge al brutto…). P.S. cele, se sparisci ti vengo a cercare io…ehm…mi potresti lasciare le mollichine per esser certa di non finire in posti strani?

  6. @Iolosox e @alba non sto festeggiano e visto che siete nuove non sono uno scrittore di tutti i giorni di post… scrivo quando me la sento o per una cosa seria oppure per una cosa frivola… e a volte passano anche settimane prima che inserisca qualcosa di nuovo… inoltre sono uno che commenta poco i propri commenti… io vivo così il mio blog
    Però mi fa piacere quando passate a salutare

    @Happy grazie delle visite, dei commenti e degli "elogi" anche se sono raccontini mi fa piacere che il mio druido sia apprezzato nella società… si maschera un po’ e nella timidezza arrossisce

    @Celeste, cara Celeste… sante parole hai scritto… se non si ritorna come bambini in cui si possono guardare con occhi innocenti le cose e quindi scoprire le porte nascoste alla nostra vista di adulti difficilmente si potranno esplorare altri regni… se tu ce la fai, come spero, lascia una strada, anche le briciole come indicato da Iolosox, così possiamo arrivare anche noi

  7. Ma è un racconto davvero bello, Marinz, forse potresti dedicarci più tempo a scrivere, sono sicura che scriveresti qualcosa di particolare e originale. 

  8. chiedo scuusa è partito il commento prima che finissi di scriverlo.
    RIFO

    MARINZ
    NON puoi chiedermi di lasciare le briciole..
    NON lo puoi chiedere, a una che è a dieta stratta dal 9 di settembre…..
    No… non puoi….

     

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