Passo dopo passo

Partendo dal post precedente, dove ognuno ha potuto esprimere liberamente il suo pensiero, sapendo che il discorso non era semplice, un po’ confuso, lungo da trattare in poche righe, ringrazio tutti quelli che hanno commentato e lasciato il loro pensiero e lancio delle frasi provocatorie che sono emerse in questi giorni, in cui sono stato via con un gruppo meraviglioso.

All’apparenza possono sembrare uguali nella loro "riflessione" semantica ma un’azione può far dipendere l’altra e quindi il capire qual’è quella più forte può far iniziare una cammino "mentale" o di "cuore" in direzioni diverse ma che dovrebbero poi confluire nella stessa direzione con lo stesso scopo.

Queste le frasi:
Seguire per Sentirsi Amato o Sentirsi Amato per Seguire

Dare Fiducia per "mettersi in gioco" o Mettersi in gioco per dare Fiducia

Sicuramente un’azione implica una "reazione" ma questa azione è prima un mio "movimento" o prima un "dono prezioso" che riceviamo? Cosa ci fa fare un "passo": la nostra voglia di "cambiare il mondo" o o è qualcuno che ci spinge a farlo?

Domande aperte per una riflessione che molto probabilmente non ha risposte certe se non nell’esperienza personale.

Un sorriso :)

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4 thoughts on “Passo dopo passo

  1. le domande che hai scritto sono molto belle e significative e probabilmente si prestano a diverse e molteplici interpretazioni..
    cosa ci fa fare un passo.. ?
    .. una molteplicità di cose..  il  desiderio insito in ognuno di noi e la speranza di cambiare qualcosa .. la voglia di esplorare nuovi orizzonti che possano arricchirci..  la felicità che procura il donare e ircevere anche solo un sorriso in cambio..
    e tanto tanto altro
    complimenti per i tuoi post sempre intensi e istruttivi
    un abbraccio

  2. Le risposte degli animi buoni sono "mettersi in gioco per dare fiducia" e "seguire per essre amati",….. ma capita che chi si mette in gioco e dà fiducia viene venga tradito e che chi segue per essere amato venga invece respinto.
    La vita è troppo complessa e i sentimenti hanno troppe sfumature. Secondo me, nella partita della vita non esiste una "mossa"  sicuramente giusta o vincente.

  3. Ma proprio vai a cercare argomenti che non hanno né fine né inizio.

    Posto che tutti nasciamo con 4 grandi paure:
    1) di non andare bene,
    2) per questo di non essere accettato, 
    3) e di conseguenza  di non essere amato,
    4) con in fondo la paura della solitudine e della morte…

    qualsiasi incontro diventa un’opportuntità che il destino ci dà per interagire con i nostri simili e creare un rapporto, attraverso il quale possiamo soddisfare la nostra ansia di andare bene, di essere accettato, di essere amato ed allora la morte non ci fa più paura.

    Sappiamo che ci uniscono :
    * le parentele,ma anche
    * i luoghi
    * gli interessi
    * le attività (lavorative, divertimento ecc)

    Un Amico spesso ci può esser più simile di un fratello e possiamo confidargli non solo i nostri sentimenti, alcuni si fidano più degli amici che dei parenti.  Spesso questo deriva dal fatto che si discute meglio con gli amici che con i parenti di cui si teme di deludere le aspettative: ecco che nascono le incomprensioni e chi dovrebbe vivere in comunione viene diviso da una marea di sentimento ferito, rancoroso, deluso… ecc…

    A questo punto arriviamo ad analizzare la base:
    IL RAPPORTO.

    Un rapporto (madre-figlio, padre-figlio, amico-amico, amico-amica, uomo-donna) ha sempre una dualità identica al TAO : se uno deborda, l’altro deve ritirarsi, se uno è debole l’altro automaticamente diventa forte in un equilibrio simbiotico d’amore e di comprensione/complicità). Il Tao si vanifica quando uno VUOLE A TUTTI I COSTI ricoprire un ruolo dominante travolgendo o soggiogando l’altro.

    Questo crea le  5 ferite che normalmente ci portiamo dentro: RIFIUTO, ABBANDONO, INGIUSTIZIA, UMILIAZIONE E TRADIMENTO, che creano in noi altrettante reazioni verso gli altri. Chi è stato tradito ad esempio tenderà a soffocare amici e partner come un controllore, chi ha subito ingiustizia, sarà il giudice di tutto e di tutti, chi ha subito l’abbandono sarà un fuggitivo, l’ umiliazione un masochista o un sadico, ecc.. Chi più chi meno, difficilmente riusciamo ad uscire dai nostri schemi mentali proprio perchè sono schemi mentali spesso nati nell’età pre-verbale e pertanto sono segnali chimici che difficilmente possono essere disinnescati o fermati.  Pensaci : nessuno ci insegna come neutralizzare noradrenalina, adrenalina e  le uniche endorfine spesso ci derivano dalle compulsioni come il  cibo o l’alcol e ci portano ad estremi …ecc…

    Posto che tra i vari estremi LA MASSA STIA NELLA NORMALITA’ , a  seconda di come siamo cresciuti, della nostra capacità di reazione di quanto abbiamo avuto esperienza, saremo più o meno aperti a fare il primo passo.

    A seconda del nostro vissuto se siamo cresciuti nella generosità saremo generosi e faremo il primo passo ed il primo dono. Questo non solo per altruismo, ma anche per "conquista" per provare a noi stessi che possiamo avere amici, relazioni ecc. Tendiamo a farlo con chi leggiamo sia simile a noi per trovare un amico un/a compagno/a di vita, o chi ammirriamo per trovare un modello, per sentirci anche noi migliori o per imparare ad essere come vorremmo o come ci vorrebbero i nostri genitori.

    Chi trova sempre le persone sbagliate ovviamente deve cercare in se stesso la lezione per reagire, aumentare la propria autostima ed iniziare a fare le scelte giusto.

    Di base penso che ci debba essere la consapevolezza di noi stessi e la giusta considerazione della nostra responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. Spesso si dà troppo perchè quelli vicino a noi danno poco, ma si toglie loro la possibilità di evolvere, quindi il dare troppo è INSANO a priori per se stessi e gli altri..

    Quindi bisogna capire a cosa ci portano le nostre azioni ed alle loro ripercussioni su di noi e su coloro che ci stanno attorno e come possiamo cambiare per cambiare anzitutto noi stessi  le nostre prospettive e poi il mondo ci viene dietro..

    un sorriso …

    p.s. spero di non aver esagerato, ma l’argomento mi ha preso la mano .

  4. dopo il commento di ontanoverde è difficile non sfigurare  comunque dirò la mia: tendo a essere una che dà, pure troppo. Spessissimissimo resto "fregata" perché la gratitudine non è di questo mondo né la capacità di restituire un sorriso a chi te lo ha offerto per primo. Puntualmente questa cosa mi delude e forse mi deprime anche un po’ perché non solo tendo a dare, ma poi credo pure di risvegliare dall’altra parte una qualche reazione.  Però se uno nasce con questa propensione, è difficile che cambi. Le persone che mi vogliono bene mi hanno solo consigliato di avere ben chiaro il quadro della situazione, di fare ciò che sento, senza aspettarmi nulla, perché magari qualche bella sorpresa arriva sempre…Un abbraccio.

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