Musica Celtica a Santiago

Girando per internet ho scoperto che Loreena Mckennitt, autrice di musica celtiche che ogni tanto ascolto per rilassarmi, ha composto una melodia proprio per Santiago de Compostela.
Da qui ho anche letto che la Galizia è simile alle regioni celtiche e che la musica ha subito influenze di quella popolazione del nord.

Questo il video musicale e sotto una spigazione di è come Loreena ha scoperto questo angolo di "paradiso"

January, 1992 – Just performed in Santiago de Compostella in the Galician area of Spain…misty and lush as we arrived from more arid areas of the country; clearly Celtic territory in the language and music, and a place I must visit again soon…We arrived a day early; band et al went for a wonderful Sunday lunch and then wandered over to the cathedral to observe the wonderful faces on the Portico.

May, 1992 – Santiago de Compostella (St. James in the Field of Stars)…had occasion to return to Galicia and Santiago sooner than I'd thought…I learned the story behind the city. Supposedly the remains of St. James arrived mysteriously in the village of Padron (which we visited…lovely line of trees along the waterway leading to the place where the relics were found) and interred here in Santiago…I picked up a CD collection of music emanating from the pilgrimage route to Santiago, as well as a CD by Spanish group Els Trobadors…wonderful feeling to this music.

May, 1993 – Now studying liner notes, books and pieces of music, putting together a clearer picture of Santiago in the years 900 to 1500 when it rivalled Jerusalem and Rome as a pilgrimage destination, playing host to a motley tide of humanity pursuing both religious and more earthy goals. It was also the site of unprecedented cross-cultural fertilization between the Christian, Jewish and Moorish communities. When I heard this piece, I was struck by its Semitic tone, and realised that, even in the area of music, the three communities were influencing each other.

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2 thoughts on “Musica Celtica a Santiago

  1. Chissà se riuscirai a postare dalla Spagna ?? spero proprio di si!Comunque attendo il tuo ritorno con impazienza, per leggerti e rivivere con te parte delle tue sensazioni che spero vorrai condividere!Dal 2 agosto ti seguirò in spirito e preghiera ogni giorno fino al ritorno ed in particolare domenica 8 sarai nei miei pensieri! Ultreya!  Renata

  2. Ormai ci siamo, ce lo siamo detti anche l'altra sera.Me lo immagino come un percorso di suoni odori riflessioni, esercizio fisico e mentale.  Contemplazione, Respiro. Lontano dal rumore dal frastuono dalla fretta dagli orologi anche se si sa, c'è una "tabella di marcia" anche per questa avventura, per questa esperienza, per questo viaggio verso il di dentro.Mio marito anni fa, in India, scalo' una montagna considerata sacra:  i portatori arrivano solo fino ad un certo punto.Poi è solitudine, fatica, freddo e assenza di ogni cosa.Acqua razionata, carne essicata, l'indispensabile alla sopravvivenza. Misurato perfettamente; non si prevedono sprechi o imprevisti.Non fu un viaggio di "fede" ma di ricerca di qualcosa, credo di sì.Io ai tempi non lo conoscevo, ma in diverse occasioni mi ha detto che è stata una esperienza che lo ha in qualche modo "cambiato" o comunque ha aiutato a vedere attraverso altre prospettive il mondo e sè stesso anche se non aveva nulla da dimenticare o esistenze in cui svoltare.Questo regalo credo gli sia stato offerto dalla solitudine.Non era solo, era un gruppo, credo 5 persone, ma in certi luoghi credo che si sia soli sempre.Ho visto le diapositive: in una c'era un'amaca legata tra le due labbra di un crepaccio, per ripararsi dal vento ed era li' che dormiva la notte.Forse una esperienza un po' "estrema" ma credo motivata da una qualche ricerca che forse non serve nemmeno sapere quale sia.Senti di farlo e basta, e questa è la giustificazione e il movente.La fatica fisica credo gli abbia dato la gioia vera del riposo, la gioia della sosta e il cielo, il silenzio e il vento forte a quelle altezze, mi pare di aver capito una sensazione di grandezza dell'universo e la meraviglia di farne parte, sentendosi più che mai infinitamente piccolo.Ogni esperienza, viaggio, dolore o gioia che siano, sono sempre cose molto personali e uniche, spesso poco condivisibili.E anche qui risiede la bellezza.Un bacio

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