Numeri primi gemelli

Si definiscono numeri primi gemelli due numeri primi che differiscono tra loro di due (W)

Sono andato a vedere il film, preso dall'omonimo libro, "La solitudine dei numeri primi", trovandolo carino, ben strutturato, scorrevole (le due ore di film non pesano), ma con un finale cambiato, che non toglie nulla al film rispetto al libro, anche se lascia un'interpretazione aperta che il libro, secondo me, non aveva. Non posso entrare di più nel dettaglio per non fare spoiler del libro/film.

Il filo conduttore rimane l'impossilità di "raggiungersi" tra due numeri primi gemelli, accomunati da tante cose, come l'unicità di essere dei numeri primi, divisibile per se stessi e per 1, ma separati da un numero pari che si pone tra loro.

Ripensando al film e al libro mi domandavo se la solitudine, che accompagna questa società, non sia in contraddizione con la solitudine del numero primo. La nostra società ci fornisce tanti strumenti di comunicazione e cerca di renderci "uniformemente uguali", con la globalizzazione, ma quello che produce è una solitudine interiore, difficile da combattere e superare, senza che ci siano degli ideali unici per cui lottare. Mentre la solitudine del libro, è si interiore, ma derivata da traumi infantili non superati che cerca comunque un aiuto per uscire dal proprio stato.

Questa credo che sia una sfida di ogni giorno per i genitori, gli educatori e gli amici.

Per concludere consiglio vivamente la lettura del libro e per chi vuole, senza pretese, di guardare il film.

La solitudine dei numeri primi

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8 thoughts on “Numeri primi gemelli

  1. La solitudine è il perno dell'esistenza umana. Perchè l'educazione ci pone di vestire delle maschere se non siamo all'altezza dello standard giudicato  ottimale dapprima dai nostri genitori, poi dalla scuola, poi dal o dalla compagno/a, marito/moglie, ecc.Per paura di non essere accettati ci si chiude, spesso incompresi.Riceviamo un'educazione che non ci aiuta a sviluppare le nostre capacità, ma incanala tutte le nostre energie, spesso disperdendole malamente, in un ideale impossibile! (belli, intelligenti, acculturati, atletici, prestanti, furbi ecc.) Eppure ogni giorno che sorge su questa terra non è MAI uguale ad un altro, per anche piccoli particolari, si differenziano tutti uno dall'altro.Quando capiremo che l'individualità deve essere educata e promossa per convogliare gli sforzi in una società migliore, che individualità non significa essere avulsi dall'insieme e neanche egocentrici/egoisti, ma sfruttare le nostre potenzialità al massimo per poter avere una qualità di vita che possa rendere l'esistenza migliore anche agli altri ed in tutto il mondo???Un sorriso! Renata

  2. ho letto i primi due capitoli, lo trovo sensibilmente "introspettivo" e la solitudine si respira davvero in ogni pagina…siamo isole nell'oceano del mondo e a volte le nostre sponde restano deserte e aride…

  3. Ho letto il post e nella mia mente si è formato quello che sarebbe stato il mio intervento.Poi, come di consueto, ho letto i commenti già postati e … non ho niente da aggiungere nè togliere al commento di Renata, che quoto integralmente.

  4. Come ho detto qualche altra volta, io non credo tanto al cambiamento dei sentimenti degli esseri umani, piuttosto al cambiamento del loro cmportamento.Ad esempio, Quasimodo scriveva "Ognuno sta solo sul cuore della terra" e Leibnitz parlava delle monadi, destinate a vagare, a sfiorarsi, ma a non incontrarsi mai."La solitudine dei numeri primi" però è un titolo splendido, di quelli che entrano nella mente e non si dimenticano più.

  5. Pur essendo una divoratrice di libri, con questo non riesco ad andare avanti, lo iniziato un paio di settimane fa e sono appena a metà….La trovo statica, quasi noiosa, seppur l'argomento mi sembra estremamente interessante. Ma per me la lettura non decolla, sto li ad aspettare che inizi la discesa e invece niente, sempre uguale a se stessa….Non ho visto il film ma forse vederlo sullo schermo lo rende piu interessante……Uno dei libri piu noiosi che io abbia mai letto…..Per il resto, degustibus :-))

  6. Libri e film sono cose differenti, certo.Una storia puo' essere particolare, interessante, piena e non avere la fortuna di nascere dalla penna giusta. Nasce nella mente dello scrittore ma ahimè non riesce a trasferirla alla penna… tramutarala in parole.Lo stesso accade con un film: la lettura della storia che fa il regista poi la deve trasformare in film, rappresentare. E qui entrano in gioco anche piu' fattori: gli attori, i luoghi ecc.Sono proprio due forme di arte differenti.Ho letto L'eleganza del Riccio, tempo fa, e mi è piaciuto. Ho visto il film, a casa, in dvd e menomale .. perchè mi sono addormentata. Dormire al cinema non  è carino.Non so fino a che punto, alla fine, sia giusto fare un film da un libro…Capita spesso che  il film film delude ..Ma è pur vero che abbiamo nel mondo pochi attori bravi, e pochi registi bravi.  Tutto molto commerciale… Un film sta in sala quanto, ormai? pochi giorni … Si punta sempre tutto sugli incassi .. poco sulla qualità.. A dispetto del prezzo del biglietto che è sempre salato. Insomma il rapporto qualità-prezzo è spesso in discussione.Anche i libri però non costano poco…Buona domenica a te Marinz e ai tuoi ospiti.

  7. Ciao Marinz, ho visto anche io il film, senza però aver letto il libro.Ho scritto una mia piccola recensione sul mio blog… Bhè devo dire che ne ho sentite tante su questo film, su questo romanzo, e quel che ne viene fuori, o sono commenti che parlano di noia, di ripetizione..di una storia già scritta, o dall'altra parte ci sono tutti gli entusiasti, che sono riusciti a farsi coinvolgere nella sensibilità della storia.C'è tanta solitudine, e chi la vive anche nella realtà, riesce a sintonizzarsi meglio tra gli eventi, e la "noia", di questa storia. Se c'è distacco, con l'attesa di essere coinvolti improvvisamente da grandi emozioni..,. si rimarrà delusi.Se  invece si è capaci di vivere la storia momento dopo momento…quella profondità. quella sofferenza, saprà capace di illuminarci tanto.Per dirla semplicemente.. a me è piaciutoE' una storia, che non si legge, non si vede…ma si SENTE con l'Anima

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