Io proteggo i Bambini

La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

Ieri era l'estate di San Martino e, qui a Milano, mattina e sera si era immersi nella prima nebbia stagionale.
Oltretutto tornando dal lavoro, percorrendo un piccolo tratto esposto al vento, dietro dei palazzi, mi sono trovato con i capelli bagnati come quando si prende quella leggera pioggerellina estiva mentre si cammina in montagna e le nuoole tolgono la visione del fondovalle.

E rileggendo questa poesia ho pensato che le stagioni mutano dato che le "gelate", che dovevano anticipare questa giornata più mite, da qui "estate", non ce ne sono state più da diversi anni spostando anche la tradizioni, come il mangiare la Casseuola per i morti, ma questo piatto si può fare solo se la verza ha già preso una gelata, dato che, in questo modo, perde una parte dell'acqua che altrimenti rilascerebbe durante la cottura rendendo il piatto più "brodoso" e meno saporito.

Credo che sia bello rimanere legati alle tradizioni degli avi perchè trasmettono un po' di quel passato che oggi sta scomparendo con la globalizzazione, che ben venga, ma non rovini le radici su cui si è cresciuti. E credo che bisognerebbe continuare a insegnarla ai più piccoli, magari con delle filastrocche semplici ma che possano tornare alla memoria quando saranno più grandi.

E a proposito di bambini domani farò la corsa marziana, una critical mass fatta una volta al mese, in cui il "correre" è fatto per regalare sorrisi e fiori finti, mentre domani sarà dedicata alla Terre des hommes, con il patrocino del Comune di Milano, e si cercherà di rendere la città "gialla" coinvolgendo le persone che saranno in Duomo, Montenapoleone e alla Scala.

E per una settimana, il periodo dell'iniziativa, il blog vestirà di giallo.

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5 thoughts on “Io proteggo i Bambini

  1. Le tradizioni sono una ricchezza. Naturalmente quando esse vengono celebrate e sentite nel mmodo giusto.
    Mi riferisco al Natale che per lo più è la festa dei regali, dei pranzi, delle bollicine delle luci. Non so davvero quanti bambini sentono i vero senso del Natale e nemmeno quanti adulti.

    La Cassouela l'ho mangiata, io non la so fare, ma mia suocera si, e anche molto buona. Mio papà aveva sempre avuto un orto e conosco da lui il fatto della verza gelata, che confermo.
    Lo rivedevo, mentre leggevo il tuo post, tornare dall'ordo adiacente quella che fu la nostra casa, con sciarpa e cappello e la verza in mano. Ne coltivava molti, noi eravamo in quattro e poi in tre e allora le regalava, come del resto faceva con i pomodori, le zucchine e tanta altra vredura. A volte riceveva in cambio uova, o uva o cachi, che noi non avevamo.
    Queste cose uniscono le persone ma sono realtà inimmaginabili in città per ovvie ragioni ma ora anche rarità nei piccoli centri. Si coltivava anche per il piacere di farlo e si donava per la stessa ragione e poi anche per il gusto delle cose coltivate senza uso della chimica.

    Ieri era freddino a Milano, vero. Anche se abbiamo avuto un po' di sole. E' strano come i giorni celebrano da sè le proprie ricorrenze. Ci penso spesso sai? Il giorno dei Morti di solito piove, come se il cielo si sintonizzasse con quel triste giorno, come se il cielo piangesse chi ha visto vivere e poi morire sotto di esso.

    Ho lasciato per utlimo ma non ccerto per importanza, i Bambini. Ogni volta che penso a loro provo  sempre, anche nei momenti belli, un certo disagio per quello che molti di essi subiscono. Il giorno 7 del cammino ho pensato ininterrottamente a questo e lo abbiamo fatto insieme, io da milano tu dai sentieri. Il mio tempo scandito dai rumori quotidiani e il tuo dai tuoi passi. Chissà se il cielo che piange i suoi figli accoglie questi pensieri e si riversa come un manto di gioia sopra tanti piccoli cuori che troppo spesso non hanno voce, non hanno casse di risonanza non hanno potere alcuno.

    Ma il mondo continua a costruire e a gettare le sue bombe. L'assurdità diventa quasi "normale" inghiottendo la voce di tutti quelli che gridano BASTA, Fermiamoci, perchè stiamo correndo in fretta verso una morte sola.

  2. intanto che correvo riflettevo sul tuo commento. Le ragazze che corrono sono un po' cessi. Mi guardavo attorno e non potevo contraddirti. Poi ho visto la foto della signorina Andrea Osvart. Epperò, mi sa che cade il tuo teorema, caro il mio Maro!

  3. Mi piace tanto questo post Marinz…. Le tradizioni sono il sapore dei popoli, della gente semplice..ma non per questo, meno importante di altra.
    Io sono per l'Unione tra i popoli, dove però si fondino e allo stesso tempo si conservino le tradizioni, le caratteristiche.
    Che Unione sarebbe, se ognuno dovrebbe rinunciare a ciò che è….una falsa unione.

    Quando c'è rispetto per gli altri…Amore per se stessi per quel che si è, tutto funziona… E funziona certamente anche la bella iniziativa a favore dei bambini, a cui partecipi, Grazie di farlo.

    Un sorriso affettuoso :))

  4. Utente anonimo:
    Non conoscevo questo lato del Marinz !!!
    Raccontaci altre chicche che qui vengono fuori gli altarini..

    Scherzo ovviamente
    Ben vengano le "leggerezze"
    Per fortuna non facciamo solo blog serissimi….

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