Un anno da “marziano”

Avevo un sogno, anzi due: cambiare il mondo e viaggiare nello spazio.
Il secondo l’ho realizzato mentre al primo ho potuto aggiungere un tassello tramite il secondo. Chi legge forse si domanda se sono impazzito ma posso assicurare che non è così, mentre confido che, chiunque sia un marziano, possa capire di cosa sto parlando.

Ma veniamo agli inizi di questa storia. Era il marzo del 2010 e con una collega abbiamo pensato di creare una staffetta per la Maratona di Milano, visto anche che una parte dell’iscrizione veniva data in beneficenza.
Così navigando in internet siamo capitati sul sito dei Podisti da Marte… Mi sono domandato: “Ma chi sono mai questi pazzi che arrivano da Marte?” e, preso dalla curiosità folle di capire chi fossero e cosa facessero, oltre ad aver realizzato che c’era la possibilità di partecipare tramite loro alla staffetta, ho mandato una mail . Dopo poche ore eccomi arrivare nella casella di posta una mail direttamente da Marte con mittente Fabrizio, che oggi è il mio mitico capitano, che mi/ci spiegava come e cosa fare.

E così una mattina di aprile, una mattina molto ventosa, facevo la conoscenza diretta del capitano e di altri marziani, instaurando con loro subito una grande intesa… e mi sono trovato anche io marziano.
Essere marziano è una grande cosa, il correre per aiutare gli altri è una bellissima cosa, il correre per passare dei momenti gioiosi con gli amici è sublime, fare cose pazze, come trovarsi alle 2 del mattino per andare a correre La 5:30run di Modena, tornando alle 8:30 e andare al lavoro non ha prezzo… essere Marziano non ha prezzo!

Ieri ho corso, e quindi festeggiato, questo primo anno correndo ancora la prima frazione della staffetta alla Relay Marathon di Milano, 14km sotto il sole cocente, portando la bandiera marziana, un onore per me!!!

Potrei trasporre il latino “cogito, ergo sum” all’italiano “corro, quindi vivo” per descrivere come ci si sente a fare una missione perché oltre a guadagnarci in salute, in fisico e “bellezza” (si fa per dire) si dona un sorriso, un fiore, un pensiero a chi si incontra per strada, quindi ci si sente partecipi di una cosa grande che si chiama Vita.

Queste potrebbero sembrare parole retoriche, frasi fatte, pensieri scontati ma inviterei tutti a provare, a vedere se tutto questa routine di parole non si trasforma nella bellezza di un semplice gesto “fatto di corsa”. Forse qualcuno, dopo tutte queste parole, si sarà dimenticato dei miei sogni scritti all’inizio, o forse qualcuno si domanderà cosa c’entra tutto questo con loro? Ebbene, facendo parte dei Marziani posso dire di essere andato nello spazio, e in fondo, quello che facciamo può essere un modo per cambiare il mondo.

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One thought on “Un anno da “marziano”

  1. Ma no Marinz, niente di tuttto questo è retorica o banale o scontato.
    C'è una grande energia nella tua vita, nei tuoi pensieri, nelle cose che fai, nell'entusiasmo con cui vivi le cose.
    Forse cambiare il mondo è il sogno più grande che si possa fare, uno dei desideri più ambiziosi e alti, ed è uno dei sogni più meritevoli e più necessari. Questo mondo va cambiato, così com'è non sta bene, è ammalato, è ferito, è offeso.

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