Non Abbiate Paura

Non abbiate paura di essere i santi del terzo millennio.
Così Giovanni Paolo II, domani beato, incitava i giovani che si preparavano alla GMG giubilare del 2000.
Quelle stesse parole che usò all'inizio del suo mandato nel 1978: Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo.
 
Rileggendo o vedendo, in questi giorni, sulle TV e sui giornali, queste parole non posso non notare che sia all'inizio del suo mandato che all'inizio del nuovo secolo ha usato la stessa formula per dire alle persone di non avere paura, anzi a vincere la paura affidandosi a Cristo, Colui che è anche modello della Santità.

Ho avuto diverse volte la possibilità di parlare della paura che, spesso, coincide sempre con un momento di blocco in cui non si riesce a superare una situazione o non si vuole uscire dal percorso intrapreso radicandosi sul vecchio proverbio "chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova". 

 
Molte volte le sicurezze raggiunte non ci fanno intravedere i benefici che ci possono essere intraprendendo una nuova strada, un nuovo percorso, un nuovo cammino. Non dico con ciò che bisogna buttarsi subito all'avventura, ma ponderare, riflettere, chiedere consiglio, lasciarsi guidare dallo Spirito per capire se è giusto cambiare, o a volte ritornare, per quella strada.
 
GPII ci ha mostrato, prima con la comunicazione, poi con il silenzio dignitoso della sua malattia, che l'unica strada da seguire è quella della Santità, strada che non può che condurre verso Cristo e quindi verso Dio, per farci raggiungere quella Felicità anelata in terra e promessa in Cielo.
 
GPII è stato un testimone ed un esempio per noi giovani degli anni 90 e 2000, è stato un pastore carismatico, un insegnate severo ma conforme alla dottrina della Chiesa e allo stesso tempo è stato un "nonno" a cui abbiamo voluto bene negli ultimi anni della sua vita.
 
Domenica sarà proclamato beato nella domenica che lui stesso ha "nominato" della Divina Misericordia e che lo ha visto salire al Padre la sera del sabato, vigilia della stessa festa. Copio e incollo una parte del decreto del 2000 (anno giubilare) che istituiva questa festa:
 
Pietà e tenerezza è il Signore (Sal 111, 4), il quale per il grande amore con il quale ci ha amati (Ef 2,4), ci ha donato con indicibile bontà il suo unico Figlio, nostro Redentore, affinché attraverso la sua morte e risurrezione aprisse al genere umano le porte della vita eterna, e affinché, accogliendo la sua misericordia dentro il suo tempio, i figli dell’adozione esaltassero la sua gloria fino ai confini della terra.
Ai nostri giorni i fedeli di molte regioni della terra, nel culto divino e soprattutto nella celebrazione del mistero pasquale, nel quale l’amore di Dio verso tutti gli uomini risplende in massima misura, desiderano esaltare quella misericordia.

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3 thoughts on “Non Abbiate Paura

  1. Non credo che l'umanità abbia raggiunto certe sicurezze. Tutt'altro. Credo piuttosto che viviamo un'epoca di profonda incertezza, e si, di paura.
    E se l'uomo si lascia dominare dalla paura, allora è un disastro.
    La paura non è mai una buona consigliera, tutt'altro. La paura prota ad azioni sconiderate, esattamente come le certezze. Penso alle guerre. Nascono dalla paura o da troppe certezze. Dalla troppa certezza nasce l'arroganza e da questa la sopraffazione, la fame di potere, l'affermarsi attraverso il dominio.
    Non è un buon tempo. Sarebbe invece Tempo per l'Umiltà, quel valore alto, forse il più altro, che guarda caso va a braccetto con l'intelligenza e la saggezza. Karol ne è stato un esempio: l'ho sempre visto prima come un uomo: che fosse papa era per me una specie di dettaglio. Prima di lui ci si ricorda appunto di Giovanni XXIII il papa buono anche se l'aggettivo fa un po' sorridere (ci può essere un papa cattivo?).
    Ma l'umiltà ahinoi non fa pendant con il potere e la ricchezza. È tutto li.
    Spendiamo la vita per questi non-ideali specie sacrificando quella altrui. Per creare cosa? una ricchezza virtuale, finta. Il mondo intero è sotto gli effetti di una finta economia, basata sul fumo , sul nulla. O meglio sull'industria della guerra. Povero mondo, povera umanità.
    Io non ho il tuo ottimismo, Marinz, non l'ho mai avuto accidenti. Non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno quando dopo 50 anni del piede sulla luna si muore di fame di freddo di caldo di sete di ignoranza di guerra. Non ce la faccio.
    Allora che deve fare questo mondo? Cosa? Non basta purtroppo un papa che diventa santo, anche se un solo miracolo basterebbe e chissà che non ce lo faccia. Uno solo:

  2. Era e resta un grande, per la semplicità e l'eleganza della Sua preghiera che andava diritta al cuore ed il fatto di essere Uomo tra gli uomini pronto a sostenerli.

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