Una tigre a Milano

SandokanSettimana scorsa, facendo zapping, sono capitato in uno di quei canali digitali in cui trasmettono vecchie serie tv, e mentre passavo di li è comparso il faccione di un giovane Kabir Baby che incitava le tigri della Malesia che rispondevano con il suo nome: SANDOKAN!!!

Piccola digressione temporale e passo a sabato quando, con uno sparuto gruppo di amici, mi sono trovato coinvolto in una mega caccia al tesoro dal nome "Allariscossa", patrocinata dal FAI (fondo ambientale italiano) e da ESTERNI, che era il nome con cui Sandokan chiamava alla battaglia i suoi guerrieri.

Che ci azzeccano le due cose? Teoricamente nulla ma ieri mi sono divertito a riscoprire, anzi a scoprire, nuovi particolari della mia Milano. Milano che ho percorso in lungo e in largo, non solo ieri, ma anche di corsa con gli amici Marziani, e ogni volta che la percorro mi ritrovo sempre innamorato di questa città grigia che per me invece è piena di colori: il giallo dei Marziani, il rosa del marmo del Duomo, l’arancione dei tram, il verde e il rosso delle linee metropolitane che uso più spesso, l’azzurro di un cielo terso dopo giorni di pioggia. Milano è proprio un arcobaleno di colori e pieno di vita quando ci sono organizzate le attività che possono coinvolgere tutti, milanesi e non.

Sto andando un po’ alla rinfusa ma è parecchio che non scrivo e quindi mischio i pensieri che mi vengono in mente. Parto dai Marziani con cui le corse vanno sempre a finire "in bene" sia per i soldi raccolti sia per le esperienze di corsa marziana fatte per quell’ente o per quella società che difende il mondo che la circonda. Un esempio è stato il 1° Palio Dell’Ortica, svoltosi al Saini, passando per il Parco Forlanini, organizzato dal Team Dell’Ortica per valorizzare sia il centro sportivo sia il parco. Oltre questo sono tornato a correre alla Run5.30 di Modena, partendo da Milano a notte fonda, le 2, per arrivare in ufficio alle 8:30 dopo aver percosso i 5,30 km nel centro di Modena e aver mangiato delle buonissime ciliegie di Vignola. E, tra l’altro, la sera prima avevamo fatto la missione per raccogliere fondi da dare ad un ragazzo, Federico Tarantola, per partecipare alle Special Olympic di Atene che inizieranno a fine mese.

Lato corse quindi ci sono state tante cose ma anche lato teatro, dove sono riprese le prove per la replica, dello spettacolo Pinocchio, oltre alla chiusura delle attività con i ragazzi che ora si sono buttati anima e corpo sull’oratorio estivo dandoci grande soddisfazione nell’ultimo periodo di preparazione. L’importante non è il “successo” del momento ma che i ragazzi si ricordino delle esperienze fatte quando gli serviranno davvero per superare le difficoltà della vita.

Concludo dicendo che mi sto preparando per tornare in Etiopia. Il passaporto è stato spedito a Roma per farlo vistare ed appena tornerà organizzerò il viaggio durante le mie ferie estive. Ed anche in questo caso non vedo l’ora di poter ritornare a vivere e respirare quell’aria africana che ti riporta a riprendere in mano la tua vita senza la frenesia quotidiana della società moderna. 

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2 thoughts on “Una tigre a Milano

  1. I colori di Milano che anche io ho nel cuore.
    Bello questo quadro di questa nostra Milano che di sicuro è stata usata, sfruttata e ferita.
    Mi commuove sempre quando qualcuno le restituisce qualcosa che nessuno vede più: la Poesia. Milano la contiene, tra le fughe del pavé, scorre nelle vedovelle,  e negli angoli di Piazza Mercanti. Nell'acqua dei Navigli, dal ponte di San Cristoforo alla darsena, e nei lavatoi del vicolo delle lavandaie. Milano per molti è solo opportunità, per altri solo sopravvivenza, per altri una minera, lottizzatori e banchieri, finanziari e pirati. Ma hai descritto l'arancione dei tram, il rosso e il verde del metrò, il rosa del duomo. Pensavo al giallo delle case, il famoso giallo milano delle case di ringhiera. Un arcobaleno che fiorisce dal grigio e interrompe la nebbia. Questo quadro non è acquaforte, non è tempera, non è acquarello .. È.. Milano….
    Grazie Marino.
    Ori
     

  2. Buon viaggio quindi Bellissima l'Etiopia, la seconda patria del caffé, dove ancora le foreste vergini producono caffé come migliaia di anni fa!
    E il rito del caffé con i pop corn ante litteram!
    Un sorriso ! Renata

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