G. De La Tour a Milano – Adorazione dei Pastori

Torna a Milano, per il quarto anno consecutivo, grazie alla collaborazione ENI – Louvre, l’esposizione gratuita nella sala Alessi di Palazzo Marino.

Dopo Caravaggio (Conversione di Saulo) del 2008, Leonardo Da Vinci (Il Battista) del 2009 e Tiziano (Jeune Fille au Miroir) del 2010 arriva Georges de la Tour, soprannominato il Caravaggio francese, con due opere: “Adorazione dei Pastori” e “San Giuseppe Falegname”.

In questo primo post parlerò dell’Adorazione dei Pastori perchè è il primo che “incontri”, nel percorso visivo della Sala Alessi, viene prima “cronologicamente” parlando anche se è successivo, di 4 anni, al San Giuseppe Falegname.

Adorazione dei Pastori

Quello che mi ha colpito nell’Adorazione dei Pastori, datato 1644, è stato l’abbigliamento dei presenti nel quadro. Non sono in vesti “tradizionali” della Palestina o in vesti che potessero rappresentare il luogo della natività ma indossano abiti proprio del XVI secolo.

La scena è illuminata “dall’interno” dalla candela accesa che tiene in mano San Giuseppe, candela che è il filo conduttore delle opere dell’artista nella seconda parte della sua vita, come vedremo anche nel secondo dipinto.

La luce, però, non è solo della candela ma sembra anche essere “emessa” dal Bambino che “dorme” beato nella “culla” come se l’autore, secondo me, riproponesse la frase del Vangelo di Giovanni, veniva nel mondo la Luce Vera (Gv. 1,9), creando un fermo immagine della scena.

E partendo dal centro, guardando il “contorno”, come è stato anche detto dalla guida che ci accompagnava alla visione, il quadro è ricco di simbologia.

La Madonna con la veste rossa che guarda la candela e non il bambino, i tre personaggi in atteggiamenti diversi, il pastore in contemplazione mistica, il suonatore di flauto che si porta la mano al cappello per toglierselo, in segno di rispetto come si fa per le persone importanti, e la donna che porta una terrina per dare da mangiare alla Madonna. Oltre questi personaggi si intravede anche un agnellino, anche qui la simbologia con Cristo-Agnello è immediata, che dolcemente mangia la paglia della culla cercando di non disturbare il Bambino che dorme. Ci si accorge anche della simbologia, che l’artista ha voluto sottolineare, con le vesti del Bimbo come se fosse una mummia in modo da rappresentare il suo futuro sacrificio.

Dettaglio

Il quadro lascia in silenziosa contemplazione della scena, talmente tanto ricca di significato, che l’idea geniale della luce “interna” non visibile all’esterno perchè coperta da una mano passa quasi in secondo piano. Come per Caravaggio, per esempio nella Vocazione di San Matteo, anche De La Tour, cerca un punto in cui far filtrare la luce in modo che questa illumini la scena e doni i particolari che vuol fare emergere lasciando in ombra, ma ben visibili, gli altri personaggi/dettagli, studiati comunque per avere un apporto fondamentale al quadro.

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7 thoughts on “G. De La Tour a Milano – Adorazione dei Pastori

  1. Tifo per la luce emanata dal Bambino… molto più “significativa”…
    P.S. grazie per il tuo commento… purtroppo non sono riuscita ad importare tutto il blog da Splinder, per questo procederò passo passo con i post. Quello che hai letto lo scrissi in un momento in cui la luce mia era solo una debole fiaccola….

  2. Bella interpretazione, interessante. E il quadro bè… bellissimo e anche insolito. Una natività davvero diversa da molte altre. E la luce, nei dipinti, sa sempre stupire: gli effetti della luce sui soggetti lasciano a bocca aperta.

  3. Pingback: G. De La Tour a Milano – San Giuseppe Falegname « Druid Earyn

  4. Preparando i miei post sul presepio io avevo letto che, all’epoca (di Gesù), l’abitudine di fasciare i bambini non era moltissimo in voga. Quelli che venivano avvolti strettamente in fasce erano più che altro i morti, come si vede bene ad esempio dall’episodio di Lazzaro. E quindi, l’autore sottolineava che avere Gesù Bambino stretto nelle fasce, in un presepio, è quasi come avere davanti agli occhi un presagio della sua Passione e della sua morte.
    Proprio vero quello che dici; e bellissimo quadro.

    Tanti sinceri auguri di buon Natale, a te e ai tuoi cari!

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