4/3/1943 – Ciao Lucio

“Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’…” con queste parole iniziava la prima canzone che conobbi di Lucio Dalla. Era una canzone presente nei canzonieri dell’oratorio in cui nella prima parte c’erano le canzoni di “chiesa” mentre, nella seconda, c’erano le canzoni “pop” che si cantavano in gita o nelle uscite.

Scrivo di lui perchè Dalla ha fatto parte della mia adolescenza. Oltre alla citata L’anno che verrà conobbi, grazie a cugini appena più grandi me, Disperato Erotico Stomp cantata facendoci, a noi più piccoli, tappare le orecchie nella parte finale quando iniziava “Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano…” e poi sempre grazie a Simone, che a quel tempo si dilettava come DJ per Radio Ostiglia, ebbi la possibilità di conoscere altre sue canzoni e alla fine di un’estate a metà degli anni 80 avevo alcune audiocasette con i brani più famosi. Così fu che, nel 1989, ora lo so perchè sono andato a cercare l’evento in internet, lessi una notizia, forse su Vivimilano, in cui inviando un coupon o presentandosi da qualche parte, si potevano avere due biglietti omaggio per il concerto Lucio Dalla e Gli Stadio all’allora Palatrussardi di Milano. Colsi l’occasione al volo e con l’intraprendenza dei miei 16 anni riuscii ad avere i biglietti gratis. Il mio primo concerto!!! Ho vaghi ricordi flash di quella sera. So che portai mio fratello, 14enne, con me. Mi ricordo che ero alla sinistra del palco e mi ricordo di poche canzoni se non L’anno che verrà, forse perchè era quella che conoscevo meglio e da più tempo.

biglietto concerto

Ho continuato a seguirlo fino a metà degli anni 90 in cui condividendo la passione per le sue canzoni con quelle di un altro grande musicista emiliano: Guccini. Questi due cantautori hanno avuto anche una grande collaborazione nella canzone Emilia inserita nell’album DallaMorandi in cui descrivono questa loro terra con enorme poesia.

Come dicevo a metà degli anni 90 dopo la bellissima canzone su Senna e la canzone Canzone non l’ho più seguito ma ogni tanto mi piaceva riascoltare quelle vecchie cassette, che ho ancora in macchina, e la mia Punto ha ancora l’autoradio con mangianastri e nel cruscotto ci sono questi due album. Ogni tanto quando devo fare qualche viaggio lungo la inserisco e l’ascolto.

Di Lucio si potrebbe raccontare infinitamente ed a me piace ricordarlo anche nel suo lato sportivo, soprattutto la sua passione per il basket, così, con queste sue parole, lui si definiva come cestista: “Un grande play, fregato solo dall’altezza”.

E dopo questa carrellata di ricordi chioso il post inserendo il video di Emilia e con alcune parole della canzone

Ora ti saluto, è quasi sera, si fa tardi, si va a vivere o a dormire da Las Vegas a Piacenza, 
fari per chilometri ti accecano testardi, ma io sento che hai pazienza, dovrai ancora sopportarci….

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2 thoughts on “4/3/1943 – Ciao Lucio

  1. Conosco poca gente che non abbia amato Lucio Dalla, e prima di lui se ne sono andati altri , per me, “grandi”.
    Mi riferisco a Lucio Battisti, Fabrizio de Andrè, Giorgio Gaber “. Loro hanno accompagnato ( e accompagnano ) la mia vita, e lo hanno fatto, a differenza di altri, in modo costante. Non sono meteore, sono note, parole, emozioni che restano. Che hanno valenza diversa, a seconda dell’età, che arrivano sulla pelle e nel cuore in modo diverso, a seconda dell’età. Ma sempre, sia a 12 anni, sia a 40, hanno suscitato e suscitano emozioni e non solo per “ricordi” ma perchè le loro canzoni sono un po’ come i quadri che ogni volta che li guardi, scopri particolari diversi o si appoggiano sopra corde diverse provocando comunque qualcosa.
    Lucio come altri continua a far cantare ragazzi come anziani. Mio papà la mattina a volte cantava “fiori rosa fiori di pesco”. Nella mia mente, quando sono triste rieccheggia sempre, ma proprio sempre “Quale allegria”, forse il pezzo piu’ triste di Dalla. Già perchè Dalla non ha mica cantato canzonette allegre… Ha cantato anche lui, a modo suo, la vita, con la consapevole tristezza e dolore che è da sfondo a tutte le esistenze.

    A Simone: perchè preferire l’altro Lucio sono “problemi”?

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