Pensieri sparsi verso la partenza

Manca meno di un mese all’inizio del cammino e la voglia di partire è tanta. Un po’ per staccare dal lavoro, un po’ perché la voglia di camminare e pensare la sento come esigenza, un po’ perché mi manca il silenzio del cammino.

Settimana scorsa sono andato a vedere il film “Il cammino di Santiago” (titolo originale The Way, del 2010) in cui si narra la storia di un padre che percorre il cammino francese in onore e nome del figlio morto sui Pirenei, in una delle prime tappe di quel cammino.

Il film introduce tanti concetti e tanti significati sui simboli e sulle motivazioni di questo pellegrinaggio, mostra le caratteristiche dei pellegrini che si incontrano e mette a nudo molte tematiche di riflessione sulle scelte e sui sentieri della vita stessa.

In fondo il mettersi in cammino è una scelta che comporta tanti piccoli passi di avvicinamento, prima, di percorrenza, nel mentre, e di “ripresa”, quando si torna e la visione di questo film mi ha messo ancora più voglia addosso.

E’ difficile spiegare cosa mi spinge a intraprendere di nuovo, anche se è una “rotta” differente, il pellegrinaggio verso Santiago. Forse perchè sono in un momento particolare della mia vita fatto di scelte, sofferte, in cui ho chiuso una strada che andava chiusa tempo fa, ma con il senno di poi tutto è più facile e potremmo fare gli indovini, e decidere anche quali strade intraprendere per il futuro.

Vi lascio con questi pensieri sparsi, consigliandovi di vedere il film perché merita: chi ha già fatto il cammino si troverà a rivivere alcune scene, chi non lo ha fatto potrebbe decidere di fare il primo passo.

La didascalia della foto è un haiku ispirato da questo post e dalla foto.

Buen camino!

Ombra in cammino

Mi incammino,
come ombra silente,
verso la meta

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2 thoughts on “Pensieri sparsi verso la partenza

  1. * Spesso ci ostiniamo a perseverare in schemi di vita errati o di continuare a vivere una situazione che ci delude, perché temiamo di perdere noi stessi nel fare scelte drastiche: non ci rendiamo conto che sono liberatorie e che procastinarle ci porta a vivere con dolore, mentre la sofferenza del taglio drastico è un attimo, poi ci sentiamo “vuoti” si, ma anche leggeri, o meglio liberi!!! Prima di prendere la decisione finale tardiamo molto perché abbiamo timore che il taglio e la nuova scelta di vita porti una sofferenza maggiore e diversa, per questo perseveriamo nella vecchia e dolorosa via, perché per lo meno ci è noto il soffrire!
    * L’attrazione per la liberazione che il Camino porta è dovuta al fascino ed esaltazione nel raggiungere la méta che ci porta la conquista di noi stessi, della vittoria su noi stessi, sulle nostre debolezze! Assaporare nuovamente l’estasi della Pace che da l’onestà dei nostri passi, dei nostri sforzi, dei nostri pensieri scevri dalle pastoie degli schemi del nostro quotidiano, penso sia talmente esaltante da aspirare a ripetere l’esperienza!
    Ultreya ! un sorriso, Renata

  2. Io credo che non occorra spiegare, nemmeno a sè stessi, cos’è quella cosa che spinge a fare questo cammino, come altri, come altre scelte. Sono decisioni che prende il cuore, e ciò è LA motivazione. E questo, spesso, basta. Ci sono esigenze del cuore, dell’anima come del corpo che chiamano, in continuazione, insistentemente e questo è sufficiente per dare retta a queste voci.

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