Siete mai finiti su un calendario?

E’ un po’ che non scrivo e ritorno pubblicando un articolo, scritto da me, comparso su un blog nel luglio 2011 ma che non ho mai pubblicato qui.

In quell’articolo descrivevo l’esperienza vissuta nella posa di una “placca marziana” dopo la ricostruzione di due aule nel quartiere stadera; ricostruzione avvenuta grazie alla raccolta fondi di una missione marziana precedente.

La cosa che mi ha fatto scegliere di pubblicare quell’articolo è perché, sul calendario 2012 della CIAI, nel mese di dicembre, ci sono io con le mani colorate di tempera.

Questo lo storico articolo e qui il link

“VOGLIO TORNARE BAMBINO” gridava a teatro Cirilli, ed io per un’oretta ci sono tornato.

Era il 24 maggio, non quello del Piave che mormorava, ma del 2011, e con uno sparuto numero di amici marziani, siamo andati all’inaugurazione delle aule del CIAI ristrutturate con i fondi raccolti durante la missione del 5 Marzo.

All’arrivo due bambini ci hanno accorto per accompagnarci al terzo piano dove sono le aule “aggiustate”, e i bambini, da buoni sportivi, ci hanno aperto la strada facendo le scale, saltellando da uno scalino all’altro mentre io e un altro marziano arrancavamo per tenere il passo. Arrivati al piano c’erano già altri marziani presenti che aspettavano il nostro arrivo, ed alcuni altri che stavano per raggiungerci, dato che si doveva iniziare la fase dell’inaugurazione: lasciare l’impronta delle nostre mani sul muro, dove era stata attaccata la targhetta marziana, e dove i bambini avevano già lasciato le loro impronte. Per fare ciò c’erano già pronti dei provetti pittori con le “tavolozze” piene di tempera gialla, verde, blu, fucsia e nera e con i loro pennelli, non appena ho steso le mani, subito, due di loro, hanno distribuito il colore sui miei palmi in modo che potessi anche io lasciare sul muro la mia “firma”. E già qui si può descrivere il sorriso e lo sguardo felice dei bambini che trasmettevano un calore e una voglia di “gioco” che molte volte non ci ricordiamo di avere, vivendo nella frenesia quotidiana, mentre loro, nella semplice semplicità di una pennellata, su una mano di un “omone”, scoprono la bellezza della relazione con persone sconosciute. Mi domando quante volte si incontrano per strada persone che non ti guardano e tirano dritto, prese dalla loro frenesia quotidiana, senza che tu possa lasciargli solo un sorriso.

Mi hanno sempre insegnato che per parlare con i bambini bisogna mettersi al loro livello; basta cercare di capire qual è la cosa che li renda felici in quel momento. Un esempio dell’altro giorno? Una pennellata o mettere le tue iniziali vicino alle impronte appena fatte sul muro.

L’oretta che ci eravamo ritagliati è proseguita con le foto di rito: noi marziani mischiati agli educatori e a tutti i bambini presenti, con gesti e sorrisi, per immortalare questo momento così speciale. Noi contenti per l’aver contribuito con una corsetta a realizzare queste aule, mentre i ragazzi e gli educatori per aver la possibilità di avere delle aule ristrutturate dove svolgere le loro attività.

L’ultima parte invece è stata quella in cui ci siamo “confrontati”, grandi e piccoli, in sfide emozionanti, sentite soprattutto dai più grandi, che, dopo essere stati suddivisi in due squadre miste, ragazzi-marziani-educatori, si sono sfidati a giochi come una staffetta con la palla o il classicissimo bandiera.

In quest’ultimo caso i marziani hanno dato il massimo causando anche “malumori” tra i ragazzi, dovuto a qualche sfottò di troppo, ci sono anche delle prove fotografiche che incastrano il piccolo marziano, ma subito rientrati con larghi sorrisi e abbracci… d’altronde non poteva che essere così: i grandi che tornano bambini e i ragazzi che vogliono sembrare grandi.

A volte è tanto semplice essere felici ma, soprattutto, rendere felici gli altri perchè, volendo, è davvero facile tornare bambino.

Pronto per mettere la firma sul muro :o)

Pronto per mettere la firma sul muro :o)

Annunci

5 thoughts on “Siete mai finiti su un calendario?

  1. seguire le strade di simone è una garanzia di scoperta di post in cui perdersi con piacere. mi fermo qui per un commento, perché i bimbi di stadera mi richiamano alla mente una delle esperienze teatrali più forti e importanti vissute qualche anno fa, insieme al gruppo di abcittà, quando si lavorò nei cortili di via barrili e via palmieri e riuscimmo ad incontrare le paure e i desideri della gente di uno dei quartieri più affascinanti di milano. e ad insegnarci più di tutti furono proprio i bambini, con la loro rabbia e le loro speranze.

  2. un post che si respira… come aria fresca, è vero la felicità in fondo “è una piccola cosa” sta nelle sfumature, nel saper cogliere ciò che ci circonda con occhi sempre nuovi, senza mai smettere di meravigliarsi, perché il bambino che è in noi, a volte è solo addormentato, e basta poco per risvegliarlo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...