L’Abilità non sta solo nelle gambe

Noi non sappiamo quanto siamo fortunati a poter correre, sto parlando da runner (come sempre prestato dalla pallacanestro), finchè una mattina di un gelido metà marzo non ti alzi per andare a Vigevano.

scarpadoro_2013

Le previsioni per tutta la settimana allertavano per una possibile nevicata e temperature basse e quindi con l’incognita di come si sarebbe potuta svolgere l’Ability, “corsa” o camminata con i ragazzi disabili spinti sulla loro carrozzina da runner e non, con una madrina di, grande livello internazionale, Giusi Versace, anche lei pronta per essere spinta dal capitano marziano Fabrizio. Ed insieme a lei, con grande meraviglia alla partenza, su 100 iscritti, ce ne erano al meno il 50/70 di cui una quindicina in sedia a rotelle pronti per essere accompagnati, sfidando il freddo e le intemperie, in una stracittadina di circa 5 km, passante per il centro storico di Vigevano.

Prima della partenza ci siamo posizionati, nella curva della pista d’atletica, per applaudire i partecipanti alla mezza maratona della Scarpa D’Oro che si andavano a schierare in attesa dello sparo per il via ufficiale della manifestazione. Partiti loro noi ci siamo accodati. All’inizio ho accompagnato il gruppo con la bandiera marziana corricchiando avanti e indietro nella fila allungata del gruppone dell’Ability fino al passaggio nel castello dove ho iniziato a spingere un ragazzino, di nome Luca, che tra una battuta e l’altra non vedeva l’ora di arrivare al traguardo per poter usufruire del ristoro, sogno di ogni tapascione, anche se, dopo qualche centinaio di metri, istigato dalla Fra e da altri, sognando di essere una Ferrari, rispondendo, a suo padre credo, che lui era Alonso mica Schumacher. E così è uscito il sul lato “competitivo” in cui mi incitava a raggiungere gli altri e a superarli per arrivare primo.

Sentire la sua voce e la sua gioia in quei momenti mi hanno messo una serenità addosso impressionante e fino alla fine ho sentito poco la fatica perchè la voglia di farlo “volare” era superiore a qualsiasi altra cosa.

Molti runners pensano al tempo da fare, che ci sta naturalmente, ma molte volte si dimenticano che ci sono cose più semplici di un PB da abbassare come quello di poter arrivare al traguardo sognando di essere i primi, ma forse il “primo posto” è solo questione di immaginazione come quello di essere il pilota di una macchina di Formula 1. Spero che Luca sia rimasto contento di questa giornata e che si ricordi sempre delle sensazioni che ha provato… io di certo non mi dimenticherò di lui e del suo insegnamento.

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