BabyBox: dalla Finlandia con cartone

Raccogliendo la “sfida” di Purtroppo, che ha preso la palla dal blog tiasmo, mi accingo anche io a completare questa scatola “finlandese” in versione italiana ma è doverosa una premessa.

Tutto nasce da un articolo del corriere che riporta l’usanza del governo finlandese di regalare una scatola di cartone robusto, contenente un primo kit per il neonato, a tutte le famiglie a cui è nato un bambino/a, cambiando ogni anno il contenuto. La scatola di cartone, invece, è predisposta per diventare la prima culla del futuro finlandese.

Ora, io preferivo che il tutto fosse nato in Svezia, dato che è la nazione che preferisco tra quelle scandinave, nonostante ciò mi accingo a compilare anche io la lista delle cose che metterei nella “culla”, anche se non sono ancora padre, nella speranza di esserlo un giorno spero, da trasmettere al pargolo copiando le parole, del suddetto blog, per fare da cappello all’elenco:

“E’ un gioco e lo propongo a tutti voi, genitori e non genitori. E’ un bel modo di riflettere su quello che riteniamo divertente e importante.”

La «babybox» di cartone usata in Finlandia (foto Milla Kontkanen dalla Bbc) La «babybox» di cartone usata in Finlandia (foto Milla Kontkanen dalla Bbc)

La «babybox» di cartone usata in Finlandia (foto Milla Kontkanen dalla Bbc)

  • Una fotografia di noi, intesa come famiglia, per ricordarsi di quanto sia importante il legame che unisce e che fa andare avanti le cose
  • Un libro di ricette, di vino e di birra perché la tradizione culturale culinaria  venga passata di generazione in generazione e non si riduca a rifugiarsi in fastfood
  • I chicchi di caffè dell’Etiopia per sapere che dietro a qualcosa di semplice e gustoso si nasconde un mondo fatto di povertà ma grande bellezza
  • Un HardDisk con su foto, film libri che ho amato
  • Un minerale quarzo o ametista perché la montagna nasconde tanti segreti
  • Una cartina con i sentieri della montagna per scoprire i propri limiti e vivere momenti magici con i suoi amici, aggiungendo un biglietto in cui lo metto in guardia sugli effetti straordinari ma pericolosi del latte condensato in tubetto
  • Un mazzo di carte e dei dadi per fargli vivere momenti di gioco imparando il senso della vittoria ma soprattutto quello della sconfitta
  • Un pallone da basket, quelli piccoli, con il relativo canestrino appeso al bordo dello scatolone perché possa amare un altro sport che non sia il calcio
  • Il mio GPS da corsa per fargli vedere che anche correndo si può far del bene e si possono superare dei limiti che anni prima non pensavo fosse possibile superare
  • La Bibbia perché possa un giorno decidere in cosa credere imparando a leggere tra le righe e non soffermandosi al mero racconto
  • Le due compostela del Cammino di Santiago perché abbia la voglia di mettersi in viaggio scoprendo il mondo e se stesso
  • Il testo di uno spettacolo teatrale che ho interpretato perché possa amare il teatro come lo ho amato io
  • Un quaderno con le pagine bianche per poterlo riempire con le proprie esperienze di vita

Vorrei mettere nella scatola tante altre cose ma credo che lo spazio si finito.

Tutto quello che non ci sta dentro vorrei essere capace di insegnarglielo di persona, giorno dopo giorno, mentre scopriamo insieme il mondo che ci circonda.

E tu, proprio tu che leggi, cosa metteresti in questa scatola?

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6 thoughts on “BabyBox: dalla Finlandia con cartone

  1. sto scoprendo sempre più spesso che i blogger con cui interagisco hanno, in un modo o nell’altro, percorso il cammino di santiago. chissà se è semplice casualità o una questione di affinità elettive. chissà. ecco, ti lascio in dono un “chissà?” da mettere nella scatola, che occupa poco spazio ma contiene tutto il senso di non smettere mai di dubitare, ché di certezze è pieno il mondo, e ciò che lo manda avanti son gli interrogativi, mica le risposte.

  2. avevo letto di questa iniziativa… regalare una scatola di cartone…
    bellessima la tua lista, mi piace tutto, in particolare… le foto, il quaderno con le pagine bianche… le carte e le pietre della terra

  3. wowww..
    Bella domanda. Forse tutto quanto si può tradurre in una sola parola: amore. Ma anche la speranza. Qualsiasi cosa simboleggi amore e speranza, come hai fatto tu, credo che trovino in posto nella scatola di cartone. E non è vero che lo spazio è finito.

    Io credo che ci sia ancora tanto e tanto posto in quella tua scatola.
    Un po’ come nel cuore: a volte la vita, gli eventi lo induriscono e pare che si atrofizzi un po’..
    Poi invece si scopre che un angolino è ancora morbido, ricettivo. E allora ci si prova a metterci dentro persone e progetti e altro. E si capisce che è un angolino elastico… capace di dilatarsi e annullare la durezza. Perfino in tempi tanto difficili come questo.

    Anche se… mah.. spesso non si sa che dire. Stamane è venuto un signore in studio, un cliente storico, anziano. Si è sempre distinto per le poche parole e una grande dignità e onestà. Piangeva. I figli hanno perso il lavoro, e entrambi hanno bimbi piccoli e lui non sa come aiutarli. Il cuore di un nonno che sanguina è qualcosa di toccante.

    Ecco perchè tra le prime cose, nella scatola di cartone ci metterei la Speranza. Senza di essa in questo tempo di resistenza è difficile.
    Non volevo… fare un commento così peso.. ma si sa. I pensieri muovono le dita sulla tastiera e io sono “quella che
    non corregge”.

    Comunque, proprio nel segno della Speranza, deposito qui, nel cartone che contiene il bel blog di Marino, un pacchettino con dentro un augurio a lui e a tutti i suoi lettori fissi, ai viandanti, ai viaggiatori, terrestri e marziani.
    Un abbraccio Marino. A presto, di persona.

    ps
    al prossimo spettacolo teatrale, ci sarò. L’altro mi aveva fregata una febbre da cavallo.

    • grazie della risposta… si è vero ci voglio entrambe le cose che hai scritto Amore e Speranza.

      Grazie per gli auguri e con il 2014 ci vediamo di sicuro!!!

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