Raffaello a Milano

Particolare angeloPer il sesto anno consecutivo Eni Cultura porta a Milano una grande opera d’arte e la mette “a disposizione” gratuitamente, per il grande pubblico, nella sala Alessi di Palazzo Marino.

Dopo la Conversione di San Paolo di Caravaggio (del 2008), il Battista di Leonardo (2009), la Donna allo specchio di Tiziano (2010), l’Adorazione e il San Giuseppe di De La Tour (2011) e Amore e Psiche di Canova e Gèrard dell’anno scorso, quest’anno è toccato a Raffaello con la Madonna di Foligno.

Questo quadro, commissionato da Sigismondo de’ Conti, segretario di papa Giulio II, all’inizio del 1500, rappresenta una Madonna con Bambino che dall’alto domina il quadro mentre nella parte sottostante ci sono il Battista, che indica il bambino (Ecco l’Agnello di Dio), San Francesco inginocchiato con la croce in mano e le stigmate, è simmetricamente opposto al Sigismondo stesso in abito rosso che riceve, come da consegna, l’incarico di “segretario” da San Gerolamo, in questo caso in abiti “trionfanti” blu, con i suoi simboli: il Leone che si intravede nell’angolo basso a sinistra e il teschio, idea geniale, che è la “testa”, in chiaro e scuri, del Sigismondo stesso.

Nella parte alta invece la Madre tiene il Bambino che vuole “scendere” sulla terra, quasi che si voglia divincolare da quella stretta materna per donarsi al mondo, mentre Maria per proteggerlo lo tiene avvolto nel suo manto quasi a ricordare il momento della fuga in Egitto.

A chiudere il cerchio dei personaggi c’è un “angelo” che tieni in mano una tavola senza incisioni o scritte, forse perché il commissionante Sigismondo è morto prima della fine del quadro e non ha potuto indicare quale scritta mettere nel riquadro, oppure sta ad indicare quell’unione tra cielo e terra dove le scritte non hanno importanza ma la sostanza del momento è rappresenta dalla simbologia del quadro.

Tutto questo centro racchiude il paesaggio di Foligno, si pensa, nel momenti in cui un bolide infuocato, o forse un meteorite, cade sulle case risparmiando comunque la vita di Sigismondo che con questa commissione voleva rispettare un ex-voto a Maria che lo aveva protetto.

La bellezza del quadro, nato su tavole, come pala d’altare è stato poi trasferito nel museo del Louvre su tela in modo che si potesse conservare e poi restituito ai Musei Vaticani, dove tutt’oggi si può ammirare, e dove è stato ristrutturato nel 2011 riportando alla luce i colori veri, quelli usati da Raffaello nella sua idea originale. Basta pensare all’azzurro delle nuvole-angeli che è di una luminosità spettacolare contrastata dalla “gloria” d’orata che racchiude il bambino e sua madre.

La guida ha spiegato che Raffaello ha utilizzato il lapislazzulo azzurro per dare quella luminosità come la possiamo vedere oggi. Altro che la porporina, tanto odiata da purtroppo, in questo periodo natalizio.

Mi è rimasto un unico dubbio, che neanche la guida mi ha saputo dire, anzi non lo ha notato: la tavola che doveva contenere l’iscrizione ha un’aletta, quella sinistra guardando il quadro, piegata “rovinando un l’asimmetria”. E’ solo un’impressione ottica oppure c’è un significato recondito? E’ uno dei tanti misteri del quadro?

Con queste domande vi auguro, voi lettori che passate, un sereno Natale 2013.

Madonna di Foligno - Raffaello

Madonna di Foligno – Raffaello

Annunci

4 thoughts on “Raffaello a Milano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...