cambiare prospettiva… alla margherita

Sfogliando una margherita, normalmente, si “strappano” i petali e ci si chiede m’ama o non m’ama e, se i petali sono dispari, gioiamo del risultato che esce, sentendoci, in qualche modo amati.

Margherita – foto di Antonio Capasso

Ieri durante la missione con i Podisti da Marte per la SVS DAD Onlus alla domanda “M’ama o non m’ama?” rispondevamo “IO AMO” e questo mi fa riflettere su come un cambio di prospettiva possa cambiare la vita.

Dal sentirsi amati al donare amore. Ho già parlato diverse volte di questo tema perché uno è così difficile amare e due perché è ancora più difficile farsi amare. Ma non amare di un amore circondato da ti voglio bene o T.V.B. come si usa ormai su social, con aggiunta di varie lettere a seconda di cosa si voglia trasmettere o dare enfasi al saluto, ma sentirsi Amati da un Amore incondizionato, appunto, un Amore con la A maiuscola. Quindi è questo che può vincere la violenza, oltre che donare amore, cercare di donarlo senza secondi fini o interessi. Da questo l’altro sarà “disarmato” dalla profondità di un gesto semplice.

Mi domando perché non sia facile cambiare questa prospettiva. La società ci ha portato a richiedere sempre e a donare quasi mai. Si donano i soldi, molte volte, per sentirsi a posto con la coscienza oppure si donano perché abbiamo un amico che ci “rompe” finché, esausti della sua insistenza, gli si da un contentino.

Credo che ormai l’uomo abbia paura della gratuità: non è prevista in questa società! Quando la si riceve, poi, c’è sempre il pensiero “cosa devo dare in cambio? Cosa si aspettano che io faccia”.

Un cambiamento potrebbe essere quello del tempo, risorsa ormai rara, da dedicare agli altri. Potrebbe essere una corsa al mese insieme ai Podisti da Marte (sto facendo pubblicità) oppure a Natale servire un pasto caldo ad una mensa dei poveri, oppure andare a trovare un vicino che sappiamo essere in difficoltà: questi gesti sono fatti senza avere nulla in cambio? Non credo!!! In cambio si riceve sempre qualcosa di che cambia la nostra vita ma questo va al di là dell’“avere qualcosa in cambio” perché è qualcosa di speciale che lascia un sapore e un ricordo dentro di noi difficilmente cancellabile.

Un po’ come una margherita che diventa un cuore in piazza Duomo.

Cuore

Cuore in piazza Duomo – Foto di Antonio Capasso

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7 thoughts on “cambiare prospettiva… alla margherita

  1. ma sai che non so se sia davvero diminuita la propensione alla gratuità o si sia solamente alzata, causa condizioni sociali, la soglia critica che consente di farlo serenamente? non parlo di contropartite economiche, eh: parlo di aspetti contingenti legati al tempo, alla facilità (burocratica e non solo) di impegnarsi in contesti allargati, etc.
    ma forse è solo un’impressione.

  2. marinz… che bel post… ^ _ ^

    come hai ragione… “l’uomo ha paura della gratuità” del gesto disinteressato, senza nulla a pretendere… volere in cambio, forse perché diffidente per natura, mentre dovremmo imparare tutti ad af_fidarci di più, e sai, leggere poi il tuo pensiero sull’amore…amare, in modo incondizionato, non so… ma mi ha fatto venire in mente questa poesia…

    Il momento migliore

    L’istante più bello degli amori
    non è quando si dice ‘ti amo’
    è nel silenzio
    ogni giorno spezzato a metà

    è nelle intese
    pronte e furtive dei cuori
    nei finti rigori
    nelle indulgenze segrete

    nel brivido di un braccio
    dove poggia una mano che trema;
    nel libro sfogliato insieme,
    un libro mai letto

    nell’ora irripetibile
    quando con la bocca chiusa
    il pudore dice tanto
    e il cuore scoppia
    aprendosi in silenzio
    come un bocciolo di rosa

    l’ora in cui il mero profumo dei capelli
    sembra un regalo conquistato
    l’ora della tenerezza squisita
    che nel rispetto avvolge la passione.

    ~ Sully Proudhomme ~

    un abbraccio * :)

  3. Ammennicoli: si, è possibile. Rifletto non solo sulla questione burocrazia ma anche sulla questione “fiducia”. Troppe persone subdole con secondi terzi quarti fini hanno contribuito a creare un clima di sfiducia. Esempio: vuoi vedere che questo qui che si spaccia per uno dal cuore grande che viene a fare compagnia ai vecchietti in realtà poi li deruba? O vuoi vedere che quest’altro che si prodiga per i bambini in realtà è uno schifoso che poi ec ecc ecc? Da qui, anche da qui, una necessaria burocrazia che a volte davvero limita qualche danno. Personalmente sono contenta del fatto che la supplente di mia nipote, non avendomi mai vista, ha controllato la mia delega nonostante la bimba dicesse è la mia zia. Il contrario mi avrebbe seriamente preoccupata. In parte la burocrazia è qualcosa che ci siamo voluti. Lo so bene che viviamo in un paese pieno di contraddizioni, che chiude gli occhi sul macroscopico e non transige sulle inezie anche fin nell’assurdo, lo so. Ma a volte la prudenza non è mai troppa. Se poi vogliamo discutere sulla speculazione che stato e istituzioni, pubbliche o private compiono ai danni dei deboli ovvero bambini anziani e poveri , travestito da finta protezione, allora non ci basta l’intero web… dalle leggi sulle adozioni in poi, potremmo parlare all’infinito.
    Sono andata decisamente fuori tema rispetto al bel post di Marino, che saluto con l’affetto e la stima di sempre. Credere in ciò che si fa rende tutto più semplice. Questo a prescindere da leggi, difficoltà, e burocrazie varie. C’è infatti sempre qualcosa di possibile da fare per qualcuno, nel quotidiano di ciascuno. Sottrarci all’indifferenza dovrebbe essere uno stile di vita, costante. Invece c’è anche chi non si rende disponibile nemmeno nei confronti di chi chiama amico quando ció comporta una rinuncia. Figurarsi con gli altri…..
    Ne conosco a decine di queste persone,… amici, amici… parole con le quali ci si riempie la bocca. Poi accade qualcosa e pufffffff…. come per incanto nessuno può prelevare un bimbo da scuola, fare un po di spesa…. accompagnare un genitore a fare un esame o passare una notte in ospedale..
    pufffffff. Tutti spariti, evaporazione…. dissolvenza. Triste vero?

  4. Non hai idea di quanto condivida quello che hai scritto; è come se la gente avesse paura non soltanto di dare, ma anche di ricevere gratuitamente…e questo è davvero triste. Da poco hoi aperto un settore del mio blog dedicato alla gentilezza, ai gesti gratuiti che possono regalare qualche sorriso in giro…però è difficile, la gente non è più abituata a dare, anche se questo dare significa semplicemente fare una genilezza a qualcuno.
    Però ho ancora tanta fiducia nel genere umano e sono sinceramente convinto che le cose cambieranno, prima o poi, e ritroveremo tutta la gioia della condivisione e dei rapporti sinceri.
    Buona settimana.

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