L’Airone

L’avevo già visto volare qui sopra il mio ufficio, vicino alla tangenziale, al Lambro ed ad un laghetto artificiale, costruito nella aree dismesse della Innocenti.

Airone Cenerino – foto di Giulio Giuffra

Ora, poco dopo le 16, noto un’ombra dietro alla finestra e non è il solito uccello o la solita cornacchia ma è lui: un bel airone cenerino.

Lo vedo, dopo un ultimo colpo di ali, allungare le lunghe zampe, per posarsi sicuro sui rami più alti dell’albero fuori dalla finestra dell’ufficio. Lo guardo e vedo che si “stira” allungando il collo per poi ritrarsi facendo scomparire il collo lunghissimo nel suo corpo. Sicuramente qualche ornitologo avrebbe da ridire su questa descrizione dei suoi movimenti.

L’airone è sempre stato uno di quegli uccelli che hanno popolato la mia giovinezza fin da quando, un cugino “alla lunga” lo ha disegnato sulla saracinesca posteriore di un fienile trasformato in posti auto/garage/magazzino.

Lo cercavo nella golena pievese o nelle “morte” del Po quando si andava a pescare all’alba o al tramonto.

Lo guardavo sorvolare, con le sue grandi ali, l’aia del palazzo, maestoso quasi come un’aquila ma leggero come un aliante, con quel collo lungo che, una volta atterrato, poteva ritrarre per  farlo scomparire, lasciando visibili la testa, il lungo becco e il corpo “cenerino”.

Una volta ho avuto anche la fortuna di vederne uno rosso ma poi non ne ho più visti.

Ora lo cerco mentre viaggio lungo le strade italiane e quando mi capita di vederne uno lo indico a mia moglie, normalmente seduta al mio fianco, che forse, non ne può più di queste segnalazioni. Anche se, a dire il vero, è il fagiano quello che cerco maggiormente lungo le strade, ma questa è tutta un’altra storia.

E lui, ora, è ancora li, “senza collo”, che guarda il tramonto oltre lo skyline di Milano. Ed io, in una pausa di distrazione dal lavoro, ho buttato giù queste quattro righe, senza capo ne coda, di ricordi emersi dalla memoria. Emersi con un battito d’ali di un airone cenerino.

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6 thoughts on “L’Airone

  1. Sono sempre tra i più belli (o almeno tra quelli che riescono a riservarsi delle corsie preferenziali nelle strade del mio sentire) i post che arrivano sulle ali di ricordi come questo

  2. Appena sposata ha vissuto in una grande casa per quasi un anno, dato che la dimora non era pronta (!) e poi c’erano anche molti impegni di lavoro che hanno rallentato le opere a nostro carico. Era una casa che per molti anni era stata la casa di “campagna” dei miei suoceri, ci passavano qualche mese in estate, prima che decidessero di non lasciare più Milano città nemmeno per pochi giorni. La villa è circondata da un enorme parco e c’è una vasca piuttosto grande, delimitata da colonne di cemento/gesso insomma come quelle fontane che usavano nei primi del ‘900 e dentro, vivono dei pesci rossi e anche delle ninfee (bellissime, bianche e rosa).
    Una mattina, appena sveglia, apro la finestra della camera da letto e vedo un enorme uccello proprio posato sulla balaustra di quella vasca, con l’aria precisa precisa di chi deve catturare un pesce.. Ed ecco che, dopo una repentina azione, spiega le sue grandi ali e prende il volo… con il pesce rosso in bocca…. Era appunto un airone cinerino.
    Bello da vedere… lo ammetto. Mi è dispiaciuto per la carpa. Ma questa è .. natura e le sue leggi… “spietate” ma precise. Un forte abbraccio.

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