Puck: quello che resta di una finale di hockey

Ho avuto la possibilità di partecipare, come volontario, alla finale di Coppa Italia di Hockey allo stadio del Ghiaccio, Agorà, di Milano; si sfidavano Milano, 5^ in campionato, ritornata in serie A1 nel 2012, e la squadra, detentrice del trofeo, Renon, prima in campionato e vincitrice anche dell’ultimo scudetto.

L’Agorà era strapieno di tifosi, dai più giovani,  come un neonato nella navicella, ai più anziani pronti a tifare Milano per cercare di fermare la potenza altoatesina.

Devo ammettere che l’hockey l’ho sempre seguito poco, anche se da piccolo avevo un gioco sul pc che si chiamava Face Off, dal quale cercavo di capirne le regole e poi lo guardavo spesso, quando ce n’era la possibilità alle Olimpiadi Invernali. Purtroppo la tradizione italiana dell’hockey è molto limitata ad alcune squadre trentine. Per completezza, comunque, so che cosa è la Stanley Cup, che se la aggiudica chi vince la National Hockey League negli Stati Uniti e l’anno scorso a Boston,  due giorni prima della finale, ho comprato al Garden una t-shirt dei Bruins.

Tornando alla giornata di ieri è stato bello partecipare dal vivo a questo evento. Vedere i preparativi, il riscaldamento, la presentazione, la gara e la premiazione: una finale ha sempre un suo fascino.

Peccato solo che Milano abbia perso. Pronti, partenza e via che sono scattate le emozioni.

Il palo ha negato il primo gol a Milano, che ha poi subito, come legge del contrappasso, il gol da Renon e un po’ la pressione ma è riuscito a pareggiare con una bella azione in inserimento. Il primo tempo si è concluso sull’1-1.

Dopo la pausa di 15 minuti è iniziato il secondo tempo dove le squadre sembravano studiarsi e non sono riuscite a sbloccare il risultato nonostante i power play, in cui una squadra gioca con un uomo in più per due minuti,  e che ci sono da una parte e dall’altra. La conclusione della frazione è stata di perfetta parità, nessun gol e poche emozioni e poi altri 15 minuti di pausa.

Iniziato il terzo e ultimo tempo, c’è subito stata un’ingenuità da parte di Milano con sei uomini in campo, e quindi il power play per il Renon ha dato loro un’occasione portandoli in vantaggio. Milano ha provato a replicare nel power play a suo favore ma la difesa altoatesina è riuscita a chiudere bene e, scampato il pericolo, ha trovato il gol del 3-1 che subito ha fatto pensare che la coppa sarebbe rimasta in Alto Adige. Conferma ancora più netta dopo il gol del 4-1 con una bella controfuga del Renon. Milano però non si è data per vinta, ha buttato le sue forze in campo e dopo un paio di azioni ben congeniate e uno scampato pericolo ha trovato il gol del 4-2 che avrebbe potuto riaprire la partita. Purtroppo gli assalti finali sono  stati ben controllati dalla difesa del Renon che quindi ha conquistato  la sua terza coppa consecutiva.

C’è da dire che Milano ha risposto bene con un pubblico che ha incitato sempre la sua squadra e che, nonostante la sconfitta, ha applaudito i suoi campioni. Speriamo che questo sia il preludio al grande ritorno di Milano dopo gli albori dei Vipers a inizio anni 2000 al vertice e possa lottare per lo scudetto, se non quest’anno, nei prossimi anni.

Puck, Cup & Pass

Puck, Cup & Pass

Chiudo ringraziando i Podisti da Marte e l’Hockey Milano Rossoblu che mi hanno dato la possibilità di assistere a questa finale.

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