detective per una sera

Da un anno a questa parte ho iniziato a interessarmi ai “gialli svedesi”. Dopo aver letto qualche recensione, ho comprato il primo libro di Camilla Läckberg perché era ambientato a Fjällbacka, città svedese che ho visitato nel lontano 2009, con colei che poi sarebbe diventata mia moglie, mentre andavamo a trovare i suoi parenti. Il libro mi è piaciuto sia per come descriveva il “carattere” delle persone, sia per la descrizione dei luoghi, sia per come veniva sviluppato il giallo. Successivamente ho scoperto, su suggerimento di un’amica di mia moglie, la scrittrice Åsa Larsson che, anche se è un po’ più cruda, mi ha lasciato soddisfatto della scelta della lettura. Ora ho da leggere il terzo libro di Camilla e il secondo di Åsa.

Fatta questa introduzione veniamo al dunque: l’IKEA ha organizzato una “serata con indizi” (sarebbe stato bello con delitto ma il delitto in fondo non c’è stato) in cui veniva presentato un libro di autori di “giallo” che al momento vanno forte in Svezia e nel mondo.

crime_scene_do_not_cross

Fatta l’iscrizione fuori tempo massimo, perché mia moglie si era dimenticata di girarmi la mail che stranamente a me non era arrivata, e ricevuto l’ok a partecipare, oltre al buono per comprare il libro scontato e avere la possibilità di farlo poi firmare agli autori, abbiamo deciso di imbarcarci in questa avventura: tappa in libreria, acquisto libro, andare all’Ikea e partecipare al gioco.

Il gioco si svolgeva all’interno del negozio di Carugate, dove ci è stata consegnata una mappa con delle domande. Le varie risposte erano associate a due numeri da trovare nei vari settori del negozio dove era stata posizionata una macchia di sangue (vernice) sul pavimento vicino ad un tableau con le 3 possibili risposte. All’inizio pensavo che le risposte fossero sequenze logiche di numeri ma poi mi sono reso conto che erano le classiche “posizioni” degli scatoloni da recuperare in magazzino prima di passare alla casse. Quindi, risolti brillantemente i 6 quesiti, siamo andati alla ricerca delle lettere che componevano la soluzione finale, avendo però una “sgradita” sorpresa: era stato sottratto un cartello e molti “investigatori” vagavano alla ricerca della lettera mancante.

Passata l’impasse del momento e avendo scoperto l’arcano della soluzione, ovvero l’anagramma delle lettere, è stato facile trovare la risposta che andava consegnata nella zona ristorante dove poi ci sarebbe stato l’incontro con gli autori. Ricevuto l’omaggio: le ciabatte legate ad una sagoma di cartone, a forma di casa, tenute con del nastro giallo “crime scene do not cross”, abbiamo aspettato gli autori e una volta arrivati ci siamo fatti firmare il libro e fotografare insieme a loro.

Bella serata, ottimamente organizzata, progetto marketing riuscito e ora che ho il quinto libro autografato devo comprare gli altri quattro prima ti poterlo leggere.

Ah non ho detto quale era il libro e l’autore (anche se sono in due a scriverlo):
Nella mente dell’ipnotista di Lars Kepler.

Lars Kepler è lo pseudonimo di Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril

Lars Kepler è lo pseudonimo di Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril

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7 thoughts on “detective per una sera

  1. ehi! ma io non ricevevo più le tue notifiche! e così ti scopro solo ora esser fratello di tema :)
    (mannaggia all’ikea, quanto sono avanti. ho come l’idea che questi giochino inizieremo a ritrovarlo sempre più spesso…)

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