Periodo surreale

E’ passato ormai più di un mese da quei giorni di fine ottobre è gli avvenimenti mi sembrano ancora così surreali. Prima la notizia di Fabrizio e poi lo spegnersi, due giorni dopo, di mio padre provato dalla malattia. Ogni giorno mi domando se non sia tutto un brutto sogno e spero di svegliarmi con tutte le cose che vanno bene. Ed invece la vita continua nella sua realtà dura ma, almeno, affrontabile in cui si cerca di dare un senso, anche se ora non è possibile, a tutto quello che è successo.

Ieri sera ho avuto un tuffo al cuore quando, andando alla partita di campionato, ho chiamato mia mamma per dirle alcune cosette. Quando c’è in casa mia nipote di 3 anni, normalmente risponde lei e così è successo ieri sera.  Mi ha risposto presentandosi e quando le  ho detto “ciao Margòt (perché lei il suo nome lo pronuncia per intero con quell’accento) mi passi la nonna” lei ha chiamato mia mamma dicendo: è  il nonno che vuole parlare con te.

Mia mamma aveva capito subito che ero io, ma la cosa mi ha lasciato un po’ “frastornato”. E’ vero che molto probabilmente ho lo stesso timbro di voce di mio padre e che lui la chiamava “Margòt”, però non pensavo che associasse la mia voce a quella del nonno. Tra l’altro stamattina mia mamma mi ha detto che vieta a Morgan, suo fratello, di sedersi sulla sedia dove si sedeva sempre mio padre. Sicuramente fra qualche anno non si ricorderà più nulla o al massimo avrà un vago ricordo come io ce l’ho di mia nonna paterna sdraiata nel letto della casa di campagna poco prima che morisse. Io ho solo quel flash, come un’istantanea sbiadita dal tempo e non ricordo altro: avevo giusto 3 anni, cioè l’età di Margot ora. Spero che lei ricordi qualcosa in più crescendo e forse, con l’aiuto della tecnologia, quindi di foto e registrazioni video e audio, potrà rinfrescarsi la memoria e avere più flash back di me.

Ecco ho buttato giù qualche pensiero con un po’ di magone e magari mi fa uscire un po’ di più da quel surrealismo che sto attraversando.

la mia nipotina Margot

La mia nipotina

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3 thoughts on “Periodo surreale

  1. Immagino il colpo, ma se ci pensi è una cosa bella. Noi ci portiamo dentro un po’ delle persone che abbiamo incontrato e amato. E un po’ continuano a vivere in noi.
    Poi c’è anche il fatto che invecchiando somigliamo sempre più ai nostri genitori…

  2. Il 18 gennaio di 4 anni fa morì, a soli 45 anni, un mio amico storico.
    Lasciò un figlio di 12 anni e una bimba di 5 oltre la moglie. Fu una tragedia come puoi immaginare. Inoltre del tutto inaspettata: la sera tutti insieme a vedere “torta di riso” alla TV e poi le solite ammonizioni: bambini lavatevi i denti, mettete il pigiama.. ecc ecc. Alle 4, senza preavviso, quel cuore smise di battere. Qualche manciata di giorni dopo, il ragazzino, dodicenne, dovette telefonare alla mamma in ufficio. La chiamo’ sul cellulare usando…. il cellulare del papà. Ti puoi immaginare cosa deve aver provato la mamma quando vide il nome del marito sul cellulare…
    Sono “piccole” cose ma capaci di bruciare come sale sulle ferite. Di mettere a dura prova i nostri piccoli e fragili cuori. Che pero’ sanno anche essere così forti da reggere tragedie come queste..
    Ho condiviso questa cosa qui, perchè so che ci sono cuori e anime capaci a raccogliere.
    Un abbraccio Marino, un abbraccio forte e un sorriso alla piccola che non ricorderà quasi più nulla del nonno…ma avrà voi famigliari sempre pronti a trasmetterle cose di lui e a parlarle di lui.

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