6 gennaio

E’ un po’ che non scrivo… non sono mai stato uno scrittore quindi dire che avessi il blocco dello scrittore sarebbe un’esagerazione. Non mi definirei neanche un grande blogger quindi penso che ci stiano dei periodo in cui non si sa come riempire questo spazio virtuale.

L’ultima volta avevo scritto della situazione in Etiopia che, per fortuna, si sta tranquillizzando. Non ho lettere o notizie particolari ma so, tramite un paio di scambi mail, che la situazione è tornata abbastanza alla normalità.

Domani in Etiopia, che segue, se vi ricordate in vecchi post, il suo calendario copto etiopico, verrà festeggiato il Natale mentre da noi ormai, con oggi, le feste finiscono: capita solo ogni 5 anni che, essendo oggi venerdì, possiamo fare ancora due giorni di riposo.

Oggi 6 gennaio 2017 sarebbe stato il compleanno, il 75° per la precisione, di mio padre. Oggi è il secondo anno che non possiamo festeggiarlo.

Pensando al mio amico Icio in Etiopia e alla “festa” di mio padre ho pensato di pubblicare la sua lettera che mi scrisse, proprio dall’Etiopia, qualche giorno dopo che mio padre era morto: è un modo per ricordarlo e augurargli il mio “buon compleanno”.

Ciao Maro.
Oggi mentre ero a queste lunghissime messe di abba Tekele ho pensato molto a come mi sono sentito io alla notizia della morte di mia madre e molto prima di quella di mio padre, se pure sapevo che entrambi erano malati, se pure li ho visti spegnersi piano piano forse non si riesce mai ad accettare la morte.
Mi sono sentito vuoto, con una gran voglia di lasciare tutto, di sfogarmi con il mondo di prenderlo a calci.
Non me la sentivo visto che sono lontano di non mandarti almeno due parole per tuo padre, due parole che se fossi stato a casa forse non te le avrei dette nemmeno, sai che non sono un grande scrittore nemmeno una persona che sa consolare, ma alcune volte so ascoltare…….

Mi veniva in mente mia madre quando alla mattina, mentre andava alla messa, incontrava per strada tuo padre… e poi veniva a casa a dire.. “ho visto il papà di Marino l’era de là della strada el ma vusà per salutarmi le propri un bacaion le propri un lavoratore della rizzoli, el va a tò el giurnal tutti i matin”
Mi viene in mente quando lo incontravo io e si fermava a chiedere di mai madre e prima di mio padre sempre con la sua foce forte, eri sicuro che tutti quelli che passavano lo sentivano……. quando gli chiedevo: “e il mio amico cosa combina…. come è tornato a casa questa volta” …….. mi mancheranno i suoi commenti su come tornavi a casa rotto……dopo le varie corse
Mi mancherà l’incontrarlo per strada e fermarsi a fare due parole………
Scusami Maro forse queste poche parole servivano a me per ricordare un po’ tuo padre, per rendermi un po’ meno triste per tutto quello che è successo quest’anno …. non so ma non volevo proprio dirti nulla.

Ciao Donato e fai compagnia alla mia mamma e al mio papa

Auguri PA

L'aia della casa di mio padre al tramonto

L’aia della casa di mio padre al tramonto

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3 thoughts on “6 gennaio

  1. Mio padre non c’è più da 15 anni, eppure lo sogno spessissimo. Lo sento vicino a me ed ai miei figli ed a sua moglie (mia madre morì quando avevo 18 anni). Noi umani abbiamo bisogno del contatto fisico ed è quello che ci manca, ma la comunione in spirito c’è ancora. Ancora nel ricordare con i miei figli gli episodi della nostra famiglia, riportiamo in vita anche coloro che non ci sono più.
    Un sorriso ed un abbraccio, Buona Epifania. Baci a Carla.

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