Un post di corsa, marziani e attesa

In questa notte di venerdì , perché non dormi perché sei qui…

Bella domanda. Sarà perché devo lavorare e fare dei test su alcuni applicativi che seguo. Ho pensato: perché non scrivere velocemente un post in attesa del GO applicativo?

E’ dal 22 marzo che non scrivo e nel frattempo, oltre aver corso una maratona e una mezza maratona, ho finito la mia raccolta fondi, per Oklahoma,  raggiungendo la somma di oltre 700 euro quando me ne ero prefissati meno di 500… contento del risultato ottenuto e di aver potuto contribuire all’acquisto di un pulmino nuovo per i ragazzi della comunità.

E’ un periodo full fatto di corse, di lavoro e di attesa per quello che sarà il mio primo figlio. Ormai mancano meno di 80 giorni alla nascita del piccolo terremoto e le cose procedono tranquille.  Tutti che vorrebbero sapere il nome ma che noi non diremo fino alla fine, quindi non chiedete perché non lo dico.

Prima di quella data però c’è un obiettivo che mi sono posto nel giugno del 2016: corre TUTTA la 100 km del passatore. Mi sto allenando da tempo e mi sento pronto per affrontare questa impresa insieme al mio amico Flavio. Sarà lunga, sarà tosta ma ce la possiamo fare… è la testa la prima cosa da convincere e quella è convinta.

Prima di questa corsa ho avuto la possibilità di fare una mini-gita, per fortuna anche con mia moglie, legata ad una mezza maratona. Questa mezza era ad Ibiza. Stupendo posto, stupendo male, stupendo percorso, stupenda giornata, coperta durante la corsa soleggiata dal pomeriggio, tutto meraviglioso. Mi sono sentito bene e ho corso davvero bene soffrendo un poco i saliscendi ma con le gambe che giravano. Oltre questo ho fatto anche un bel bagnetto nell’acqua gelida ma ne è valsa la pena.

I marziani sono tornati e si stanno riorganizzando. Dopo la prima missione ce ne sarà una seconda il 20 maggio per dare una mano alla raccolta di scarpe usate legata all’iniziativa di @Run4Dignity del PIME.

Ultima cosa, anche se non ultima in fatto di importanza, è che il mio amico Icio è tornato, dopo un anno e mezzo, dall’Etiopia e si fermerà per un mese e mezzo. Mi ha portato dei frutti, mango e papaia, solo lui sa come ha fatto a passare i controlli, che ho già iniziato a mangiare rimembrando il sapore vero del frutto gustato in quella terra che vorrei tornare a visitare.

Ho scritto queste quattro cose e mi rendo conto che è bello finire con le parole della stessa canzone con cui ho iniziato.

Si può dare di più perché è dentro di noi, si può osare di più senza essere eroi, come fare non so, non lo sai neanche tu ma di certo si può dare di più.

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