La mia carica nei 100

100 km!!!

100 km sono tanti. 100 km da fare a piedi sono un’infinità. 100 km vuol dire, se non si è allenati, rimanere in giro per più di 12 ore. 100 km è un viaggio “mistico” come diceva qualcuno o sono un’attività per dimagrire 3 kg. 100 km sono una filosofia di vita.

Io ho fatto una 100 km… anzi la 100 km del Passatore, quella che è arrivata alla 45^ edizione, e di cui la prima è stata fatta l’anno in cui sono nato (e già poteva essere un motivo per farla); quella che unisce Firenze a Faenza passando per il Passo della Colla che era usato dai contrabbandieri e popolato di briganti circa un secolo fa.

Perché l’ho fatto? Non lo so. Forse il fascino del limite, forse il mettersi alla prova, forse il provare qualcosa di estremo in cui però sai che puoi fermarti senza arrivare allo stremo, forse perché il mio compagno di running voleva finirla dopo che l’anno scorso non c’era riuscito. Forse perché era l’anno giusto. Forse perché era giusto così. E quindi l’ho fatta. Più che fatta, l’ho finita.

L’obiettivo iniziale era finirla ma farla almeno in 16 ore. Ce ne abbiamo messe 18 e mezza. Le variabili sono tante: dalle temperature, alla forma fisica, dai muscoli, alla testa ma una volta che parti sei in gioco con te stesso e con le tue sensazioni.

Per me è stata una bella e grande avventura in cui mi sono messo davvero in gioco cercando di raggiungere il traguardo finale. Non è andato tutto per il meglio, ma sono contento di come sono andate le cose. Qualche problemino di alimentazione (devo stare più attento a quello che mangio o bevo per rintegrarmi) dopo Borgo San Lorenzo e quando iniziava la salita della Colla. Quando fa caldo forse devo bere meno integratori e più acqua o tea. O forse è stato l’azzardo del succo d’ananas. Sta di fatto che ho avuto un leggero peso sullo stomaco e di dolore alle reni, o forse era la schiena, ma credo che mi mancasse idratazione liquida (troppa Freeway Lidl invece che acqua) che mi ha bloccato la salita, in cui sono andato un po’ più piano di quanto pensassi. La salita alla Colla era una lunga camminata in cui scambiare chiacchiere con altri runner mentre avanzavi nel buio solo con la frontale in testa e il silenzio della notte. La discesa verso Marradi, con pausa massaggi a Casaglia e integrazione con piatto di pasta, è stata una liberazione di corsa e belle sensazioni con tante lucine davanti e dietro che indicavano i vari runner in giro per la montagna. E poi il silenzio della notte piano piano era rotto dai rumori degli animali notturni. Ho sofferto un po’ il freddo, dopo i massaggi a San Cassiano, ma in quel momento iniziava ad albeggiare… e una grande palla rossa in cielo, poco prima di Brisighella, è comparsa da dietro una casa all’uscita della vallata. Bellissimo momento. La sofferenza maggiore sono state le vesciche che mi hanno dato fastidio negli ultimi 10 km, oltre al caldo della giornata che iniziava.

Oggi sto meglio, ho nella mente tante immagini e tante voci e tanta voglia di riposare.

Sicuramente non la rifarò, almeno così penso ora e lo penserò nei prossimi mesi, perché per affrontare una sfida del genere, devi essere più preparato ed io non ho la testa per preparare una corsa di così tanti km (a volte faccio fatica a preparare una maratona). La consiglio però a chi vuole mettersi in gioco perché è un’esperienza unica, non tanto mistica, ma sicuramente particolare. E’ un “viaggio” come qualcuno mi augurato prima di partire.

Ora i ringraziamenti. Grazie a Flavio, o meglio è colpa sua se ho fatto questa pazzia. Grazie a Fabrizio di Firenze che ci assistito tutta la notte, oltre ad averci accolto prima della partenza in casa sua. E quindi grazie alla sua famiglia, Francesca e Chiara, che in collegamento whatsapp si teneva informata e teneva informati Carla, Tiziana e Giulia, oltre a Emiliano, in remoto. Con Carla che seguiva il timing dal sito per i passaggi nei vari punti. Grazie a Simone e Claudio che da Roma m’inviavano messaggi e mi seguivano sui social. Grazie ai Quoto, gruppo musicale, che a una manifestazione a cui mi sarebbe piaciuto partecipare, mi hanno dedicato una canzone (Run Marino Run) e agli amici dell’Equipe di Antiochia che mi hanno pensato. Grazie a tutti gli altri amici che mi hanno scritto prima e dopo e mi hanno fatto i complimenti.

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11 thoughts on “La mia carica nei 100

  1. Complimenti! io gareggio ancora sulle mezze, ma un giorno mi piacerebbe provare il brivido di un’ultra…ciò che mi preoccupa più che altro è il tipo di allenamento da seguire…

    • Grazie. Molto dipende da come vuoi chiudere un’ultra… diciamo che la preparazione non è il mio forte anche se ho messo nelle gambe parecchi km ma non ho mai fatto lunghi oltre i 50 km… l’importante è avere una buona “testa”, fare una 50 km e poi allenarsi a correre mezze, 30 km e maratone ma senza esagerare… in questo modo lo finisci senza problemi… ma se vuoi stare sotto le 14 ore allora devi prepararti anche facendo uscite di 60/70 km

      In bocca al lupo per tutto :)

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