Ad EST verso il sorgere del sole

Il viaggio continua verso EST, dopo il SUD del precedente post, che, come indicato da Laura nella sua newsletter, è “rappresentato” dalla primavera:

Una direzione che viene associata ai nuovi inizi, all’energia del sorgere di un nuovo giorno, e che nel Feng Shui è ricondotto al legno, al verde, alla crescita e al progettare

Sinceramente pensare ai “nuovi inizi” non è mai stato il mio forte perché ho sempre pensato di ripatire da dove ero arrivato. Ogni nuova impresa è figlia di qualcosa di già fatto, almeno al momento: una maratona da correre, un cammino da fare, un’impresa da realizzare.

Certo ognuna di queste cose va pianificata come se fosse nuova e la cosa interessante di tutto questo è che, già pianificandola, si  è fatto il famoso primo passo, quel passo che ti mette in moto, quel passo “che altrimenti” rimarresti fermo nella tua comfort zone ad aspettare chissà quale “illuminazione”.

Se invece penso all’est “fisico” allora scopro che il mio mappamondo è completamente spoglio di bandierine verso quella direzione. Ho tanta curiosità verso est, come Australia e Giappone, ma anche la Cina e Hong Kong, che un giorno mi piacerebbe visitare. Mi piacerebbe inventarmi una via orientale, viaggiando sul famoso Orient Express, o fare il Mongol Rally. Tante cose, forse troppe, ma alcune mi piacerebbe realizzarle come se fossi un novello Marco Polo.

Tornando alla bussola di Laura il sud è così “schematizzato”:

  • Regalandoti ogni settimana un momento di gioco;
  • Osando qualcosa che non avevo mai immaginato;
  • Coltivando lo stupore.

E mi pongo, anche questa volta, come li svilupperei io questi punti. Partendo dal gioco, che è il momento per non avere pressioni ed essere una valvola di sfogo, nel mio ci metterei la corsa: mi libera, mi fa nello stesso tempo pensare e riflettere, staccare la spina, ma anche sciogliere, dalle tensioni del quotidiano. Prima era il basket, prima ancora la pallavolo, comunque tutte quelle attività che mi fanno confrontare con i miei limiti per poterli superare tramite allenamenti e poi con la testa.

Il secondo punto invece è più difficile, io sono razionale e programmatore, quindi immaginare qualcosa da “osare” è difficile. Mi piacerebbe fare tantissimi cosa ma, andando a priorità, per il momento butto giù idee e immagino e per me è già una grande cosa. Molte di queste “immaginazioni”, tra l’altro, vorrei farle con Elia, per esempio un pezzo del cammino di Santiago: purtroppo dovrò aspettare che cresca ancora un po’, capisca cosa facciamo, e sia autonomo a fare almeno 15 km al giorno… mi sa che se ne parla fra 10 anni.

L’ultimo punto, sicuramente, è quello che riesco a capire e anche a “fare” meglio. Sono positivo di natura e guardare un’alba, la nebbia che sale dal prato, o il tramonto sui tetti delle case mi stupiscono sempre e sempre mi strappano un sorriso e un “oh” di meraviglia.

Ecco questo è il mio est… la direzione della primavera che mi vedrà impegnato in tante cose per puntare poi verso nord, il prossimo punto cardinale. Mentre l’est rimane la direzione dello “sconosciuto” che vorrei scoprire al più presto.

lo sbocciare dei fiori

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