Un trail “divino” in Chianti

Sono passati 10 giorni dal mio primo Trail di oltre i 30 km. Ne avevo già fatti un paio ma non superavano i 20/25 km e il dislivello positivo era abbordabile.

Il Trail in questione ne aveva 37 di km, rivelatisi poi oltre 39 da tracciato gpx del mio Garmin, con un dislivello di 1200 metri positivi. Ho scelto questa corsa, oltre che per mettere chilometri nelle gambe, per il nome che si legava al percorso di running “di vino”.

Dopo il Prosecco, il Sangiovese, il Soave, i vini dei colli del Monferrato mi sono lasciato tentare dal Chianti e quindi mi sono iscritto, appunto, al Chianti Trail. C’era anche la versione ultra, di 73 km, ma mi sembrava troppo al momento. Oltretutto mi ha sempre affascinato questa zona della Toscana, di cui ho sempre sentito parlare bene, e il poter correre in questi posti hanno fatto il resto.

Coinvolti il mio socio di corsa e due amiche abbiamo organizzato una piccola gita in cui sono venuti anche mia moglie e mio figlio.

I posti meritano davvero: colline di ulivi e vitigni, caseggiati e castelli, città medievali e tutto il contesto intorno alla gara.

Dalla partenza, a Radda in Chianti, sì e subito scesi nella vallata dove una strada bianca, tipica della zona, ci ha portati verso Vagliagli che era in cima alla prima vera salita impegnativa, costeggiata quasi tutta da cipressi, la quale tagliava in due i filari di vite e i campi di ulivo.

Panoramica con “socio”

Altra discesa e passaggio nel bosco prima di risalire verso un’altra azienda vinicola, sfiorata soltanto, purtroppo, per poi risalire ancora verso una cantina, posta circa al 22° km, dove il ristoro era eccezionale: grana, pane con l’olio, salumi vari e soprattutto il Chianti Classico prodotto da loro (non mi sono potuto tirare indietro dall’assaggiarlo).

Da qui si è proseguiti in saliscendi tutti in vitigni fino ad arrivare ad un’altra strada bianca che saliva verso altri cascinali, dove è seguita una discesa impegnativa e disconnessa che preludeva alla salita più tosta, a mio avviso, della corsa. Infatti dalla vetta, prima della suddetta discesa, si poteva vedere la villa imponente che mi aspettava, da lì a 5 km, di cui 2 totalmente in salita senza un attimo di respiro, sotto un bel sole “caldo”.

Devo ammettere che arrivato lassù ho avuto un momento di difficoltà dovendomi fermare oltre 20 minuti per riprendere fiato e gambe. Per il resto, poi, è stato un lungo avvicinamento a Radda, con salita finale. Il peggio era passato e prima del traguardo ho potuto dare un bacio a mio figlio che aspettava poco prima della zona transennata.

Dopo aver tagliato la linea finale mi sono reintegrato con una birra scura del Chianti e poi al ristoro con salame di cinghiale, pane e olio, prosciutto e naturalmente un bicchiere di Chianti Classico.

Tutto molto bello anche se davvero faticoso. Credo che, rispetto agli altri Trail, oltre la lunghezza, il problema sia stato il recupero che in discesa era difficile, essendo queste ripide, e quindi non si potevano scendere in scioltezza e in surplus.

Mancano meno di 6 giorni alla maratona di Milano e ho quasi raggiunto il mio obiettivo… Un ultimo sforzo: chi non ha ancora donato lo faccia, io ci metterò le gambe e la pentola per il contest.

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